Piers Faccini

Shapes Of The Fall

2021 (Beating Drum) | folk, world music

Il ritorno di Piers Faccini a cinque anni di distanza dal sesto album “I Dreamed An Island” (un conteggio ufficiale che non tiene conto del disco in collaborazione con Vincent Segal e del progetto di cover “Songs I Love”) è una piccola sorpresa, non solo per i fan del musicista, ma anche per chi distrattamente aveva carpito alcune delle fasi più rilevanti del percorso discografico.

Immerso nella multietnicità francese, l’artista vive con la famiglia nelle montagne delle Cévennes. Profondo conoscitore delle intersezioni culturali tra Sud Italia e l’Africa, figlio di padre Italiano e di madre inglese dalle origini russo-tedesche, Faccini si distingue nell’ambito cantautorale per una musicalità mediterranea e poliglotta.
Per “Shapes Of The Fall” il cantante, pittore, fotografo e musicista ha coinvolto due noti artisti algerini, Malik e Karim Ziad, e il vocalist marocchino Abdelkebir Merchane, quest’ultimo grande esperto della musica tradizionale del Gnawa.
È senza dubbio il collettivo più articolato mai messo in piedi dal musicista, forte della prestigiosa presenza di Ben Harper, autorevole protagonista - insieme al già citato Abdelkebir Merchane - di uno degli episodi più intensi del disco, “All Aboard”. L’incisivo groove desert-blues del brano è non solo una delle intuizioni sonore più avvincenti dell'opera, ma anche una delle composizioni liricamente più potenti. Il mito dell’Arca di Noè è al centro della narrazione, come l’utopica speranza di trovare una via d’uscita dall’insensata crisi umanitaria creata dalla pandemia.

A dare man forte è anche Luc Suarez, compagno d’avventura di Faccini nella band Charley Marlowe (la sua prima esperienza discografica) e rinomato autore di colonne sonore (“L’altra Frontiera”, “Nightworld”, “Te Quiero, Imbecil”). Uno dei punti di forza di “Shapes Of The Fall” è infatti la sezione di archi - Sylvain Favre-Bulle (violino), Florian Maviel (violino), Benarchir Boukhatem (viola) e Clément Petit (violoncello) - protagonista delle delicate oscillazioni acustiche della ballata che apre l’album, “They Will Gather No Seed”; inoltre è artefice di alcune delle pagine più intense, come la tenera e introversa “Together Forever Everywhere”, ma anche dispensatrice di una leggerezza ricca di romanticismo d’antan nella fiabesca “Paradise Fell”.

“Shapes Of The Fall” è un album la cui fruizione funziona su più livelli: emotivamente intenso quando Faccini si affida al solo canto e a ingegnosi accordi di chitarra per “The Longest Night”, musicalmente dotto e ricco di suggestioni multietniche nella mediterranea “Dunya” e nell’elegante afro-blues di “Levante”, nonché ricco di dettagli strumentali che rendono poco consuete le insolenze tribali della travolgente “Foghorn Calling”. L'attuale formula musicale è senz’altro più introspettiva che in passato, ma anche imprevedibile e avventurosa quando la chitarra elettrica ritorna in scena, come nel caso di “Firefly”.
Piers Faccini, seppur dotato di un timbro vocale seducente e a tratti quasi androgino, lascia molto più spazio ai musicisti, che non lesinano in quanto a creatività e tecnica (“Lay Low To Lie” ,“Remember Them”), donando ulteriore spessore a un'opera che si candida, senza alcun dubbio, come la più completa e matura dell’artista anglo-italiano.

(28/04/2021)

  • Tracklist
  1. They Will Gather No Seed
  2. Foghorn Calling
  3. Dunya
  4. Together Forever Everywhere
  5. All Aboard feat. Ben Harper & Abdelkebir Merchane
  6. Levante
  7. Lay Low To Lie
  8. The Longest Night
  9. Firefly
  10. Paradise Fell
  11. Remember Them
  12. The Real Way Out
  13. Epilogue




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