Roosevelt

POLYDANS

2021 (Greco Roman) | synth-pop, dance pop

La Germania non ha fatto in tempo a liberarsi di uno degli inverni più freddi e nevosi degli ultimi anni, che il suo producer danzereccio più acclamato, Marius Lauber da Colonia, ha indossato per la terza volta il suo sfavillante moniker Roosevelt per un nuovo capitolo della sua (ad oggi) trilogia dance. La speranza di Roosevelt, e dei suoi fan, è ovviamente quella di dire addio al Covid-19 quanto prima per scatenarsi in pista al ritmo delle dieci canzoni di "Polydans".
Dopo un primo disco per certi versi timido, in cui le eleganti divagazioni sintetiche di Roosevelt si snodavano groovose prevalendo sulle parti cantate, "Young Romance" del 2018 vide il produttore e performer abbracciare prepotentemente la forma canzone, mostrandosi però non totalmente a suo agio in vesti così sfacciatamente pop.

"Polydans" indugia in questa direzione, non contiene infatti (eccezion fatta per l'interludio "Montjuic") un solo brano che non sia pensato per catturare l'attenzione con le sue strofe ciondolanti e i ritornelli a presa rapida. I dieci brani però, allo stesso tempo, visitano e rivisitano tutta la musica dance preferita del loro autore, dalla disco music al french touch, passando per la più oziosa chillwave.
Roosevelt accende i motori e synth con una "Easy Way Out" che ne fa gran sfoggio, facendoli luccicare e rombare all'occorrenza. Complice il brutto scherzo che i francesi ci hanno tirato pochi giorni fa, "Strangers" ci fa subito venire in mente sia il passo baldanzoso di "One More Time" che le chitarrine disco di "Get Lucky" - vero è che non sentiremo mai più un inedito dei Daft Punk, ma brani come questo ci insegnano che il lascito del duo echeggerà per l'eternità in tanta altra musica.

Scivolosa, lasciva, umida e finanche sexy, "Closer To My Heart" cola moog e vischiosi assoli di chitarra abbassando l'intensità dei beat in favore un ritornello da road trip estivo in decappottabile. Possibilmente in costiera, possibilmente (non ce ne voglia Lauber) non in Germania. Tra una "See You Again" in salsa Washed Out, una "Forget" dai roboanti synth retro-futuristici e una "Lovers" da inseguire fischiettando, il disco si lascia ingollare fino alla fine come quella caipirinha che conosciamo a memoria, cui il barman non ha aggiunto nessuna spezia curiosa che ti sorprende, ma che tutto sommato è proprio quello di cui abbiamo bisogno in questo momento.

(12/03/2021)

  • Tracklist
  1. Easy Way Out
  2. Strangers
  3. Feels Right
  4. Closer To My Heart
  5. Montjuic
  6. Forget
  7. See You Again
  8. Lovers
  9. Echoes
  10. Sign


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