Astronoid

Radiant Bloom

2022 (3DOT/Century Media) | blackgaze, dream-pop, post-metal

E se il sound di un gruppo blackgaze somigliasse più ai Mew che ai Deafheaven? Senza incastri matematici, ok, ma con tutto il doppio pedale dell’universo a compensare. Lungi da noi affermare che gli Astronoid da Groveland (Massachusetts) possano essere considerati i fondatori di un nuovo genere o sottogenere musicale - del resto chi seguirebbe mai il solco di simili geek? - ma è davvero difficile catalogare la loro proposta sotto un’etichetta preesistente. Certo, qualche coordinata aiuta: post-metal, dream-pop. Dinamiche soft/loud e stratificazioni chitarra-synth in cui non si fatica a distinguere dove finisca l’una e cominci l’altro. Chiaro? No. Meglio forse provare a spiegarla con un escamotage extra-musicale.
Avete presenti le immagini a raggi infrarossi del nuovo super telescopio James Webb che da qualche giorno hanno messo a riposo persino i Måneskin sui feed dei vostri social network? Così vaporose e sature di colori da sembrare il vuoto dello spazio ammaliante come un cartone animato. Ecco: la formula portata al suo coronamento dagli Astronoid in questo loro terzo disco intitolato “Radiant Bloom” sembra ambientata lì, tra le nebulose cangianti e le distanze siderali di quelle rappresentazioni.

Ad “Admin” bastano pochi secondi per raggiungere la velocità di curvatura. La potenza dei suoi razzi è quella delle tempeste ritmiche di Alcest e compagnia, ma la luce che emanano è bianca e abbagliante. Quando Brett Boland inizia a cantare, poi… È lì che il rimando a Jonas Bjerre dei Mew e alla sua vocina da folletto dispettoso diventa ineludibile. “Eyes” è ancora più tirata, i rotori girano ormai al massimo e raggiunta una galassia multicolore, l’astronave della band americana si concede piroette heavy metal mentre sguiscia agile tra gli anelli planetari. Viaggio nel viaggio, la conclusiva “Decades” è un’ascesa senza fine, con le chitarre che sgretolano tutto ciò che incontrano sulla loro traiettoria, trasformandolo in polvere di stelle.

“Radiant Bloom” è il terzo album della compagine statunitense, e smussa alcune delle componenti metalliche dei precedenti “Air” e “Astronoid”, in favore di un sound più avvolgente e timbricamente denso. Si può supporre però che, a differenza che per il JWST, il periodo di calibrazione per la band non sia ancora esaurito: le trame sonore tolgono il fiato così come sono, ma melodie e personalità dei singoli brani possono essere rese ulteriormente definite. Sperando presto in un’ulteriore messa a fuoco, lasciamoci trasportare ad anni luce di distanza dalla gravità avvinghiante di queste nove tracce.

(22/07/2022)

  • Tracklist
  1. Admin
  2. Eyes
  3. Sleep Whisper
  4. Sedative
  5. I've Forgotten Your Face
  6. Orchid
  7. Down
  8. Human
  9. Decades


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