Conway The Machine

God Don't Make Mistakes

2022 (Shady/Interscope) | conscious-hip-hop, hardcore-hip-hop

Sometimes I wonder
Will I make it in these streets or will these streets take me under?

L'attesa è stata più lunga del previsto, nonostante il debutto solista di Conway The Machine, "From King To A God" (2020), abbia funzionato bene come anticipazione: un esordio già maturo, anche se mancante di qualcosa di più strettamente personale, che mettesse in prima linea e affrontasse con profondità una vita di eccessi e violenze. Le pubblicazioni collaborative di questi ultimi due anni quali "If It Bleeds It Can Be Killed" (2021, con Big Ghost Ltd), "Organized Grime 2" (maggio 2022, con Trillmatic) e "What Has Been Blessed Cannot Be Cursed" (giugno 2022, di nuovo con Big Ghost Ltd) sono state altre raccolte di hardcore-hip-hop scuro e dolente, con tematiche gangsta, ma incapaci di suonare come il grande album atteso da quando ha pubblicato i primi mixtape. Per di più, è arrivato nel 2021 anche un antipasto solista, "La Maquina", più morbido e con ospiti di grido, persino con ganci pop. L'album vero e proprio, quello tanto atteso, "God Don't Make Mistakes", è invece stato pubblicato a febbraio del 2022.

 

Affogato nell'introspezione, il rap strascicato, preciso e dal passo lento di Conway The Machine è la guida in una dozzina di brani avvolti da produzioni che sono oniriche ed evocative, a partire dall'ossessiva "Lock Load", dove interviene la voce consunta di Beanie Sigel, e proseguendo con l'incubo ansiogeno "John Woo Flick" o l'allucinata, fantascientifica "Babas", decorata dalla sensualità di Keisha Plum e da una minacciosa chitarra elettrica riecheggiante.
Spaziando fra stilemi hardcore-hip-hop nella forma di beat acustici dall'appeal novantiano e racconti di criminalità e degrado vissuti in prima persona che richiamano la tradizione gangsta, l'album avvolge l'ascoltatore con una pasta di tensione e malinconia che attanaglia il cuore in brani come "Piano Love" o in una "Wild Chapters" tinta di soul.

Nel contesto claustrofobico di una vita di rimpianti e rimorsi, "Guilty" e soprattutto "Stressed" suonano come un tentativo di raccontare i traumi e gli errori del passato, esponendosi in episodi al limite dello psicoterapeutico e giustificando anche qualche verso autocelebrativo come in "So Much More". 
La chiusura è della title track, con tastiere liquide a guidare un'altra cruda descrizione delle difficoltà affrontate per giungere a questo tanto sofferto album. Sul finale un audio della madre Annette Price in lacrime è l'ultimo assalto emotivo, il racconto senza filtro dei tormenti emotivi descritti in tutto l'album.

 

Commovente e riflessivo, "God Don't Make Mistakes" ricorda tanto "Illmatic" quanto il personaggio gangster di Jay-Z, unendo il racconto altezza strada alla narrazione dei propri trascorsi da fuorilegge, ma trova la sua magia nel pensoso flow di Conway The Machine, con la sua tipica pronuncia resa difettosa da una brutale sparatoria: così la trappola della droga e del crimine, il labirinto sociale che non lascia via d'uscita a molti abitanti delle metropoli statunitensi, si fa suono e si racconta.

(30/09/2022)

  • Tracklist
  1. Lock Load with Beanie Sigel
  2. Tear Gas feat. Lil Wayne & Rick Ross
  3. Piano Love
  4. Drumwork with 7xvethegenius & Jae Skeese
  5. Wild Chapters with T.I. & Novel
  6. Guilty
  7. John Woo Flick feat. Westside Gunn with Benny the Butcher
  8. Stressed with Wallo267
  9. So Much More
  10. Chanel Pearls with Jill Scott
  11. Babas with Keisha Plum
  12. God Don't Make Mistakes feat. Annette Price


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