DC GORE - All These Things

2022 (Domino)
synth-pop

Ogni volta che mi confronto con un nuovo album di synth-pop ispirato agli anni 80 ho la sensazione che sia prodotto per persone che, come me, quel periodo l’hanno vissuto da adolescenti. Mi immagino che un musicista come DC Gore sia mosso dalla volontà di creare musica presa dal passato per soddisfare la mia esigenza di vivere in un’eterna adolescenza. Un giovane, però, non può non creare musica per le generazioni a sé vicine. Album come “All These Things” (debutto uscito per Domino), allora, assumono una prospettiva più interessante: cosa trova di sensato un ragazzo d’oggi, come il musicista di South London, in questa musica di 40 anni fa? La parola chiave è retrofuturismo, come Simon Reynolds spiega bene nel suo “Retromania”. Siamo in un’epoca in cui è difficile immaginare il futuro. Per le nuove generazioni è un tratto identitario, una maledizione che costringe a stare nel presente e nei suoi attimi intrappolati in Mindcraft o nelle chat. Tutto ora e adesso, senza un pensiero sul futuro personale, familiare, tantomeno sociale. Allora o si rimane bloccati nella bolla del presente o si va all’indietro, a cercare un futuro passato da vivere.

Lo strumento per DC Gore, ex-membro del gruppo Little Cub, non è però l’innovazione, ma il riferimento preciso all’ultima età dell’oro fatta di meravigliose opportunità artistiche, una visione ottimistica del futuro e il recupero dell’individuo dopo i fallimenti dell’esperienza giovanile collettiva dei decenni precedenti. Danza, elettronica, senso di possibilità, solo così si spiegano canzoni synth-pop come “Millennium People”, con i suoi suoni scintillanti, i giri armonici oscuri e l’esplosione del ritornello tra Soft Cell e Pet Shop Boys. Ecco perché in canzoni come “I Like You”, splendido ballabile che farebbe andare in estasi i fan degli Erasure, c’è tutta l’energia e il calore che solo il pop elettronico può restituire ad animi esausti da anni di shock, con un invito a riscoprire le cose che ci piacciono veramente e non solo quelle che gli uffici marketing ci impongono. Perché poi, questo è il valore aggiunto della musica di Dominic Gore, si tratta di un album politico che con ironia britannica tratta della fatica di opporsi a razzismo, populismo ed estremismo brexiter che stanno affossando il Regno Unito. Brani eccitanti come “Nietzsche On The Beach” sono un’acida critica ai vacanzieri che pontificano contro gli immigrati diventando solo un rumore di fondo del quotidiano: “In questo album ci sono diversi temi di frustrazione personale e politica, motivi per vergognarsi della società borghese, ma alla fine c’è speranza”. Il presente quindi nella musica di Dominic c’è eccome, in quanto realtà da criticare e non da certificare con l’ennesimo like.

Qui entra in gioco il terzo elemento di “All These Things”: la malinconia. Il desiderio di esprimere emozioni delicate, limpide che ci rendano ancora umani e trasmettano un senso di fragilità di cui l’horror-glam dei nostri tempi (da Lady Gaga ai rapper intrisi di cinismo) ci priva. Canzoni iper-melodiche come “California” e “Sisyphus” aprono infatti scrigni di splendori alla Lotus Eaters e China Crisis. Sono brani in cui il sovrapporsi di melodia, ritmo ballabile ed elettronica delicata crea miscele imbattibili di suono presente che trae forza dal passato.

Le chitarre nella finale e dolce “All These Things” ci dicono forse delle future traiettorie di DC Gore; per ora resta da goderci un album ispirato, intelligente, pieno di bei suoni.

10/09/2022

Tracklist

  1. 1. Millennium People
  2. 2. Nietzsche On The Beach
  3. 3. Need You Tonight
  4. 4. Set You Free
  5. 5. I Like You
  6. 6. California
  7. 7. Sisyphus
  8. 8. Bodies
  9. 9. All These Things

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