Erin Rae

Lighten Up

2022 (Good Memory) | alt-country, folk-pop

C’è molto di cui stupirsi nel nuovo album di Erin Rae. La cantautrice di Nashville con “Lighten Up” compie un passo avanti notevole, rifinendo quelle fantasiose e lievemente psichedeliche nuance che avevano già conquistato l’attenzione di critica e pubblico ma anche di alcuni colleghi.
Il primo è stato John Paul White, responsabile della pubblicazione di “Putting On Airs”, secondo album dell’artista (seguito del self released “Soon Enough”, 2015), disco che le è valso una nomination agli Americana Music Awards del 2019 come artista emergente.
Poi è toccato a Jonathan Wilson entrare in scena per il terzo album “Lighten Up”, ma la lista include anche il produttore e arrangiatore Drew Erickson (Father John Misty, Dawes, Lana Del Rey, Weyes Blood) e, buon ultimo, Andrew Combs, coautore di uno dei brani.

In questo nuovo capitolo dell’artista di Nashville, le più vivaci e sensuali grazie dello stile Laurel Canyon si fondono con il country psichedelico degli anni 60 e 70, per un album più devoto a Bobbie Gentry che a Joni Mitchell.
“Lighten Up” è come una scatola di cioccolatini: ogni volta che ascolti una delle dodici canzoni non sai mai quello che ti capita, e il vortice di sensualità e romanticismo di “Cosmic Sigh” è al tal punto straripante da togliere il fiato e proiettare l’ascoltatore in una dimensione parallela.
Niente paura, Erin Rae è un’autrice attenta alla realtà e al ruolo della donna nel mondo contemporaneo, quindi nessuna autoindulgenza. Ed ecco un’acuta riflessione sul ruolo femminile ricca di ottimismo e briose sonorità pop anni 60 (“Modern Woman”), un bizzarro country-blues-boogie con tanto di Mellotron, Wurlitzer e chitarra elettrica alla maniera di Eric Clapton (“True Love's Face”), e un irresistibile refrain chitarristico a corredo di una di quelle road song che vorresti non finissero mai (“California Belongs To You”).

La cantautrice americana si diletta con dolci armonie con un garbo e un’agilità che tengono alta la soglia d’attenzione. Nonostante la familiarità delle sonorità, “Lighten Up” disdegna la prevedibilità di molte autrici affini. Anche i momenti più algidi e malinconici lasciano decisamente il segno (“Undone”), grazie a una cura degli arrangiamenti e a un uso degli archi lussuosi e leggiadri (il brioso psych-folk di “Candy & Curry”).
Piacevolezze country-western (“Can't See Stars” con Kevin Morby come co-vocalist), ballate in algido equilibrio tra un sussurro e un radioso sospiro (“Gonna Be Strange”, “Drift Away”) e un elegante accenno al folk d’autore (“Enemy”) fanno da distinguo in un campionario di canzoni tanto simili per gusto, quanto diverse per ambizione.
C’è perfino un lieve accenno al chamber-folk più nobile nella splendida “Mind/Heart”: Gram Parsons ne andrebbe fiero.

Erin Rae McKaskle si dimostra altresì abile anche nella non facile interazione con più famosi colleghi, ed è proprio nella splendida composizione a quattro mani “Lighten Up And Try”, scritta con Andrew Combs, che la fantasiosa, eppur sobria, scrittura trova la giusta chiave di lettura.
“Lighten Up” suggella l’ingresso della cantautrice americana nel firmamento della moderna country music, grazie a un’incantevole naturalezza creativa e a un disco solido e ricco di personalità.

(20/03/2022)

  • Tracklist
  1. Candy & Curry
  2. Can't See Stars
  3. True Love's Face
  4. Gonna Be Strange
  5. California Belongs To You
  6. Cosmic Sigh
  7. Modern Woman
  8. Drift Away
  9. Enemy
  10. Mind/Heart
  11. Lighten Up And Try
  12. Undone




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