Heilung

Drif

2022 (Season Of Mist) | pagan-folk, experimental

Nonostante una carriera relativamente breve (l’esordio “Ofnir” risale al 2015), gli Heilung sono ormai pronti per compiere il grande salto, quello della definitiva consacrazione. Se già con il precedente “Futha” (2018) il trio nordico aveva attirato l’attenzione di moltissimi adepti, con questo terzo lavoro si respira la voglia di allargare ulteriormente gli orizzonti, anche in sede live (ricordiamo che la band suonerà per la prima volta in Italia il prossimo dicembre a Milano).

 

“Drif” è un termine che significa raduno. Dunque, come tante piccole fiammelle isolate, tutte le composizioni del disco si sono amalgamate l’una con l’altra, fino a legarsi in un grande e suggestivo fuoco rituale. Questo flusso creativo ha richiesto svariati mesi di preparazione, con la pandemia a fare da sfondo: probabilmente, anche attraverso questa singolare esperienza, gli Heilung hanno sentito il bisogno di ampliare il loro concept, trascinandolo ben oltre la loro area di appartenenza (i tre membri del progetto provengono dalla Danimarca, dalla Germania e dalla Norvegia).

Resta bene in evidenza l’alfabeto runico, ma il viaggio del trio ha il sapore di una lunga traversata, di un percorso nella storia capace persino di chiudersi nel vicino oriente antico (“Marduk” è un chiaro tributo al Dio babilonese).
L’album parla di amore, di guarigione e di prosperità (“Asja”), di antiche maledizioni islandesi (“Buslas Bann”) ma anche della vittoria dei romani sui galli (“Urbani” - il cui testo è interamente in latino - è un canto di guerra dei legionari). Ecco perché, con gli Heilung, è possibile tracciare una lunga linea retta che scivola all’indietro (attraverso i Wardruna) per poi risalire fino ai Dead Can Dance (“Nikkal”).
Sebbene l’approccio resti indissolubilmente connesso alla sfera del paganesimo, il linguaggio proposto adesso si pone come materia universale: “Drif” rappresenta quindi l’unione tra i diversi spiriti di un passato mai sopito, anime qui impegnate in una danza sciamanica densa di fascino e di arcani significati.

 

Grazie all’instancabile ricerca del polistrumentista Christopher Juul, la magnetica simbiosi tra la voce di Kai Uwe Faust e quella di Maria Franz si intreccia alla perfezione con un tessuto musicale davvero ipnotico: come se fossimo colpiti da un incantesimo, “Drif” si muove tra la magia di suoni ormai perduti e ammalianti litanie (“Tenet”), senza comunque rinunciare ad alcune derive sperimentali (la succitata “Urbani” oppure lo spoken word della teatrale “Keltentrauer”, ancora un deciso affondo sul campo di battaglia).
La musica degli Heilung ci permette così, almeno per qualche istante, di fuggire lontano dalla realtà e di ripensare il mondo con occhi differenti. Perché la purezza dimora tra queste note, incontaminata.

(01/09/2022)

  • Tracklist
  1. Asja 
  2. Anoana      
  3. Tenet
  4. Urbani       
  5. Keltentrauer
  6. Nesso
  7. Buslas Bann
  8. Nikkal       
  9. Marduk


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