Julianna Riolino

All Blue

2022 (You've Changed) | country-rock, pop

Osservando la copertina dell’album di Julianna Riolino, è impossibile non pensare al secondo disco di Judee Sill, "Heartfood". Al pari di Marina Allen e Weyes Blood, anche la cantautrice di Toronto sembra non poter resistere al fascino della cantautrice morta alla giovane età di 35 anni nel 1979, nonché prima artista scritturata da David Geffen per la Asylum. Qualche critico ha in verità avanzato l’interessante ipotesi di una citazione di un quadro di Pablo Picasso (il vecchio chitarrista cieco), soprattutto per la posa estatica di Julianna che rimanda non poco all’ipnotica intensità dell’opera del pittore spagnolo.

 

Ad ogni modo le assonanze stilistiche con Judee Sill sono molto labili, quasi inesistenti: il primo capitolo da solista dell’artista di Toronto (Julianna è membro della band Daniel Romano’s Outfit) è infatti un potente set di canzoni country oriented sullo stile di Dolly Parton, Linda Ronstadt ed Emmylou Harris, incorniciato dalle notevoli doti vocali dell’autrice e da un’urgenza figlia del rock’n’roll e dei Sixties.
A dispetto del titolo, “All Blue”, l’album di Julianna Riolino è un’esplosione di colori, un disco che reinventa con intelligenza e spudoratezza la vigoria del country-rock (“If I Knew Now”), aggiunge sfumature color pastello che fortificano il richiamo alle radici (“Archangel”) e non disdegna un corposo nucleo strumentale più tipico dell’alternative rock americano (“Long Feeling”).

A suggellarne la potenza e l’intelligente taglio delle composizioni, ci pensano i due singoli: l’irresistibile e tracimante allegria quasi power-pop di “You” e il formidabile passo honky-tonk di “Lone Ranger”, che l’artista grazia con un coro surf-beat e una performance vocale che lascia il segno.
Quel che sorprende è la notevole disinvoltura con la quale Julianna domina le atmosfere nostalgicamente country con tanto di pedal steel al seguito di “Queen Of Spades”, le più energiche schitarrate stile Strokes di “Why Do I Miss You” o il languido ondeggiare di “Isn’t It A Pity”(un omaggio a George Harrison), una versatilità che lascia spazio a interessanti sviluppi futuri (“Hark”).

 

Registrato live in studio, “All Blue” è un esordio solido e ricco di canzoni da amare, un disco dove spensieratezza e malinconia vanno di pari passo, anche se quest’ultima fa capolino solo quando l’autrice canadese rallenta il passo (“Memory Of Blue”) o cede con grazia ed eleganza alla nostalgia (“Thistle And Thorned”).
Un eccitante debutto.

(12/11/2022)

  • Tracklist
  1. If I Knew Now
  2. Isn't It A Pity
  3. Lone Ranger
  4. Archangel
  5. Queen Of Spades
  6. Hark!
  7. Memory Of Blue
  8. Why Do I Miss You
  9. Long Feeling
  10. You
  11. Thistle And Thorned


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