Moderat

MORE D4TA

2022 (Monketown Records) | electro, idm, indietronica

I numeri. La realtà e soprattutto la storia hanno dimostrato che dietro l’asettica coltre di una sequenza matematica si celino molto spesso sensazioni pregne di sorprendente contenuto, che con il progresso dell’era moderna hanno via via assunto un’importanza vitale, che se da un lato mira a regolare tutti i meccanismi che disciplinano la società, dall’altro ne rendono troppo schematica la condotta.
E’ proprio questo lo scenario nel quale affonda le proprie radici “MORE D4TA”, il quarto lavoro dei Moderat, il connubio artistico che fonde il lato più schivo ed esistenzialista dell’elettronica tedesca di Sascha Ring (Apparat) con le eclettiche divagazioni techno del duo formato da Gernot Bronsert e Sebastian Szary (Modeselektor).
Allo stato attuale, Moderat può essere considerato il progetto adulto per i tre artisti berlinesi. Le loro elaborazioni hanno raggiunto un perfezionismo a tratti ostinato, al punto tale che già durante la stesura del precedente “III” del 2016, i tre si autoimposero di non entrare solitari in studio per timore che si potessero ritoccare i parametri finemente adattati nelle previe sessioni congiunte.

“MORE D4TA” è in grado, come accaduto con i celebri predecessori, di creare emozioni tensive grazie a miscele elettroniche che includono ingredienti techno, Idm, ambient, nonché kraut-rock, dubstep e trip-hop, un composto che ha il pregio di mostrare quali potrebbero essere le prospettive della musica pop del futuro.
La media qualitativa della tracklist è decisamente alta, pur non annoverando al proprio interno capisaldi al livello di “A New Error”, “Rusty Nails” o “Bad Kingdom”.
Il bouquet di tessiture sperimentali è cesellato dalla voce di Sascha Ring, coautore di tutti i testi con la regista italo-germanica Elisa Mishto.
Il timbro di Ring, come spesso accade, è filtrato attraverso i più disparati effetti, cosicché possa assumere connotati cangianti, talvolta simili a quelli di David Sylvian ("Doom Hype"), ovvero accostarsi alle derive beat di Dave Gahan ("Undo Redo") o allontanarsi verso profondità marine nell’ottima "Drum Glow", brano dal raffinato groove backbeat, rafforzato dal costante accento posto su un tempo in 4/4.

Con l'eccezione della trascinante "Neon Rats", i pezzi non ammiccano alla dance più spregiudicata: "Soft Edit" scivola dolcemente sulle onde del vocoder, mentre “Copy Copy” s’agghinda del sublime minimalismo à-la Frank Ocean, in attesa che "Easy Prey" porti a un livello successivo la fusione tra l’electro art-rock dei Radiohead periodo “Kid A/Amnesiac” e il trip-hop dei Massive Attack.
Tra i passaggi migliori sono da annoverare le assennate misture synth-industrial di “Numb Bell” e il simbolico chiarore emanato da “Fast Land”, una traccia a combustione lenta che cresce alimentandosi di estrose melodie elettroniche.

I Moderat con "MORE D4TA" non elargiscono solo una nuova testimonianza proveniente da esponenti della più raffinata elite elettronica teutonica, ma impongono anche uno spunto di riflessione su quanto accaduto negli ultimi due anni, dove l'isolamento e l'inondazione mediatica di informazioni sono purtroppo diventati un rumore di fondo permanente, un anfratto dove l’approvvigionamento di dati sugli usi e sulle consuetudini della popolazione mondiale ha letteralmente sopraffatto arte e cultura.

(18/05/2022)

  • Tracklist
  1. Fast Land
  2. Easy Prey
  3. Drum Glow
  4. Neon Rats
  5. Soft Edit
  6. Numb Bell
  7. Undo Redo
  8. Doom Hype
  9. More Love
  10. Copy Copy




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