Fortunato Durutti Marinetti

Eight Waves In Search Of An Ocean

2023 (Quindi)
art-pop, synth-pop, folk

Nutro una particolare ammirazione per quelle provocazioni artistiche nascoste dietro un’estetica apparentemente semplice e lineare, progetti spesso abili nel mettere in difficoltà l’ascoltatore al punto da invocare l’uso di una serie di aggettivi con il solo scopo di renderli quantomeno classificabili e catalogabili.
Il terzo album di Fortunato Durutti Marinetti, “Eight Waves In Search Of An Ocean”, appartiene senza dubbio alla tipologia sopra descritta. Il musicista Daniel Colussi, nato a Torino e residente in Canada, affonda le mani nell’iconografia pop con un piglio colto e sfuggente, che attraversa idealmente sessant’anni di rock culture senza alcuna velleità nostalgica o vintage.
Dopo aver mosso i primi passi con gli Shilohs e i Pinc Lincolns, Fortunato Durutti Marinetti ha esibito una scrittura sapiente e ben dosata, con elementi cantautorali in piacevole equilibrio con familiari sonorità pop-folk. Quello che finora mancava era una più decisa struttura musicale sorniona e irriverente che ne esaltasse l’elegante bouquet armonico.

Josh Cole, Jessica Delisle, Paul Erlichman, Craig Fahner, Brandon Gibson-De Groote, Alex Hamlyn, Stefan Hegerat, Blake Markle, John Nicholson, Anh T. Phung e Kevin Schmidt sono il nutrito set di musicisti complici di questo nuovo progetto, affidato alle sapienti mani di Sandro Perri. Dai precedenti album il musicista recupera il tono indolente del cantato, che evoca senza ambiguità Lou Reed e Leonard Cohen. Quel che cambia in modo deciso sono l’abito e il gusto per arrangiamenti spiazzanti (in parte esibito nell’esordio pubblicato solo in cassetta, “Desire”), dove prevale un gusto per l’elettronica che mette in crisi l’appellativo di “poetic jazz rock” sbandierato dall’artista.
Le delizie synth-pop di “Lightning On A Sunny Day” sciolgono immediatamente ogni dubbio: eccentrico come un brano dei Destroyer, nello stesso tempo limpido e cristallino, nonché seducente come una vecchia canzone degli Omd, il brano designa “Eight Waves In Search Of An Ocean” come un album visionario, futurista (vi dice nulla uno dei tre nomi scelti da Daniel Colussi?).

Sorge il ragionevole dubbio che il Fortunato Durutti Marinetti abbia scelto l’immagine di copertina (un uomo su una spiaggia solitaria in una non ben definita stagione) per richiamare inedite suggestioni yacht-rock, che nella loro versione decadente e quasi svogliata, quella velatamente soul di “Misfit Streams” e la lounge-disco con cantato alla Leonard Cohen di “Clerk Of Oblivion”, rischiano di creare uno di quei neologismi tanto cari ai leoni da tastiera del web: che ne dite di post-yacht-rock?
Uno degli elementi peculiari di “Eight Waves In Search Of An Ocean” è senza dubbio il timbro distaccato del cantato/semiparlato, ricco di rimandi a Lou Reed e Leonard Cohen, fonti d’ispirazione di alcune delle ballate più avvincenti del disco: il groove slow-poetry con flauto e drum machine di “I Need You More” e il romantico inganno a tempo di valzer di “The Flowers” ("Mia Susan dagli occhi neri con la testa rotta, con tutti i petali mancanti. I miei garofani rossi sono ora lasciati ad afflosciarsi nel vaso, i fiori del rimpianto vengono inchiodati al muro, e i fiori infedeli dell'incuria vengono gettati direttamente sul pavimento").

Stuzzica sapere che Fortunato Durutti Marinetti adori Robert Wyatt e Annette Peacock, ma meglio evitare la ricerca di similitudini estetiche con i due artisti appena citati: le attitudini jazz-pop del musicista italo-canadese sono percepibili nella fluida e spavalda scrittura della splendida “The Movie Of Your Life”, una delle tracce che rende palpabile quel concetto di poetic-jazz-rock invocato a più riprese dalle cartelle stampa.
Con il nuovo album, Fortunato Durutti Marinetti mette a fuoco la propria volontà di proiettare in un incipiente futuro un patrimonio musicale dove si incrociano ricordi e fantasie. C’è un’insana provocazione, in “Eight Waves In Search Of An Ocean”, un rifuggire dalle regole che ha radici nella grande abilità dell’autore di modellare prototipi pop inconsueti, come la glam-disco di “Smash Your Head Against The Wall” o l’elegante pop-jazz noir con tanto di piano elettrico di “Tomorrow's Poem”.
Ma è nella seconda versione di “Lightning On A Sunny Day”, definita “Sandro’s Version”, che fanno capolino ulteriori chiavi di lettura: le crepuscolari atmosfere elaborate da Sandro Perri evocano il fascino delle pagine più pop di Durutti Column e delle desuete grazie di Fra Lippo Lippi, suggestioni che suggellano l’impressione di essere di fronte a un disco destinato a un momentaneo silente oblio prima di assurgere ad autentico cult-album.

02/03/2024

Tracklist

  1. Lightning On A Sunny Day
  2. The Flowers
  3. Misfit Streams
  4. The Movie Of Your Life
  5. Clerk Of Oblivion
  6. Smash Your Head Against The Wall
  7. Tomorrow's Poem
  8. I Need You More
  9. Lightning On A Sunny Day (Sandro’s Version) - digital bonus 




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