King Krule

Space Heavy

2023 (XL Recordings)
art rock, blues

Prendere in prestito l’immane vuoto spaziale per farne vetrina del proprio malessere non può che apparire, almeno sulla carta, un’allegoria pesante, impegnativa a dir poco. Perché il titolo del quarto disco di King Krule, “Space Heavy”, è innanzitutto una dichiarazione quantomeno esplicita di un luogo, o meglio di un "non luogo", adottato per l'occasione come scenografia figurata dal cantautore inglese, ormai sempre più lontano dai fasti post-dubstep, per circoscrivere tematicamente quindici nuove canzoni, scritte tra il 2020 e il 2022 e tra Londra e Liverpool.
Che Archy Marshall sia una persona interiormente affascinata dal cosmo, è cosa assai nota sin dai suoi primi passi. Dagli splendidi live “lunari” allo stesso satellite della Terra evocato qui e là nei testi, King Krule non ha mai "riposto" la tuta spaziale, indossata per navigare tra dolori e desideri. Più che altro, Marshall non ha mai smesso di ammirare la solitudine dell’universo, fino a intenderla, alle soglie dei trent’anni, come dimora espansa di una lunaticità a quanto pare incontrovertibile, di cui è eterno prigioniero.

 

La conferma è ancora una volta tra le note di un album che non si discosta molto dagli ultimi due dischi, a cominciare dal blues stralunato (rieccoci) e da parole di smarrimento, evocanti per tutto il tempo un’evasione perlopiù malriposta, come nell’introduttiva “Flimsier”.

And when the night bleeds
It could love me forever
Maybe that's why
Won't work, it don't work
My eyes were popping out of sockets
Onto empty chests     

Le immagini del videoclip del primo singolo, “Seaforth”, diretto dalla video artist Jocelyn Anquetil, non fanno che amplificare il disavanzo tra la drammaticità di una veglia e l’imperscrutabilità di un sogno ad occhi aperti (“She speaks in my dreaming/ I take her waist within my hands/ And when I wake she melts away into the sand/ What meanin', of this feelin'?”).
La tensione al centro di questa discrasia aumenta ritmicamente nei momenti più caveani, come “Pink Shell”, o al contrario verte a un sonnambulismo, nello specifico "curativo", come nella ballata “That Is My Life, That Is Yours”.
E’ un saliscendi connesso alla proverbiale maniera di Archy Marshall. Si può dire, infatti, che il musicista londinese abbia trovato una sua dimensione. Ambire quindi a un cambiamento, sia stilistico che narrativo, ahinoi, risulta anche a questo giro un miraggio. Tuttavia, il sound cavernoso “ampliato” con il collaboratore e produttore Dilip Harris e insieme ai fidati Ignacio Salvadores (sax), George Bass (batteria), James Wilson (basso) e Jack Towell (chitarra) riesce in diversi punti a trottare egregiamente, come nella goliardica “Hamburgerphobia”.

Eppure il vuoto rimane l’indiscusso protagonista di un decadimento sonoro e testuale che purtroppo annoia a più riprese, in quanto estremamente ripetitivo per soluzioni armoniche, accordi e cambi di passo (“Our Vacuum”). E se anche l’ospitata di Raveena in “Seagirl” nulla scuote, viene da chiedersi quando il giovane Archy si deciderà ad abbandonare il lato oscuro della luna per esporre l'anima al sole, anche solo per un istante, restituendoci così una canzone diversa dalle altre.

Our picture of room
Our stillness, our moon
And in between the gaps of the stars
We lay in the dark

Non bastano, in definitiva, le buone intenzioni, e nemmeno l’ombra tra le galassie intesa come imbuto emotivo (non solo gravitazionale) e in fondo anche come collante fantasioso per i propri turbamenti. Ad Archy Marshall servirebbe qualcosa di più terreno, ossia semplicemente una bella scrollata. Basterebbe una luce interiore che potesse guidarlo nuovamente nel buio di una caverna dalla quale proprio non riesce a uscire.

02/07/2023

Tracklist

  1. Flimsier
  2. Pink Shell
  3. Seaforth
  4. That Is My Life, That Is Yours
  5. Tortoise Of Independency
  6. Empty Stomach Space Cadet
  7. Flimsy
  8. Hamburgerphobia
  9. From The Swamp
  10. Seagirl
  11. Our Vacuum
  12. Space Heavy
  13. When Vanishing
  14. If Only It Was Warmth
  15. Wednesday Overcast