Paul Orwell

Acid Goth

2023 (Heavy Soul)
garage-psych

Curioso caso, quello dell'inglese Paul Orwell: piuttosto ignorato dall'onnisciente web, tanto che per avere contezza del personaggio bisogna affidarsi alla sempre meno letta stampa specializzata cartacea, e al contempo presentato dalla sua casa discografica con l'altisonante appellativo di "messia", con una contraddizione da dissonanza cognitiva, salvo presumere l'utilizzo di un'iperbole sensazionalista da ufficio stampa. In realtà, siamo di fronte a un musicista che con la sua pregevole rievocazione dei Sixties più ruvidi e allucinati può competere a livello di stile e qualità (per la quantità la strada è ancora lunga) con un certo Ty Segall, affidandosi a un ben congegnato progetto, che affonda le radici nel garage-rock per poi produrre germogli beat e infiorescenze psichedeliche dagli effluvi piacevolmente stordenti.

"Acid Goth", il suo quarto album, non è necessariamente il suo migliore né il più esplosivo o solare (pur sempre più "acid" che "goth", comunque) ma bastano i due brani iniziali per rendere l'idea della sua portata sonora: tanto le bordate garage'n'blues propulse da riff distorti, vampate d'organo retrò e colate di fuzz di "Give Your Body" quanto le buone vibrazioni freakbeat che catapultano nella seconda metà degli anni 60 di "Senti-Mental" potrebbero indurre i cultori più oltranzisti di suoni e stilemi d'epoca a lanciare gli ultimi dischi dei Black Keys nel bidone dell'indifferenziata o quantomeno a cancellare dal lettore Mp3 la discografia di band come Allah Las per fare spazio all'ancora esigua produzione di questo musicista, che sembra sbucato dai più oscuri (o più illuminati) anfratti di Nuggets.

Il verbo psichedelico è declinato nelle più varie sfaccettature, dall'acida e granulare "The Clown Balloon", degna dei Black Angels più floreali, passando per gemme psych-pop più arrangiate a superare il grezzo garage-sound con il piano di "My Masquerade" e gli effetti lisergici a deformare la melodia gentile di "For Mr Grey" o nell'alternanza all'interno dello stesso brano di dolce jingle-jangle di matrice Byrds a più elettriche derive acid-rock nel finale ("When Your Ship Comes In").
Dimostrate notevoli capacità di scrittura, Orwell raggiunge il climax quando come artista moderno agisce sulle sue tele multicolori con velenosi graffi barrettiani e incisioni attraverso affilati riff proto-punk di scuola Kinks in "From Time To Time", uno dei momenti più vibranti di questo sogno in technicolor capace di far viaggiare l'ascoltatore grazie all'ausilio di un mix di suoni elettrici, strumentazione vintage, voce graffiante e notevole gusto melodico.

Dichiaratosi in una delle poche interviste disponibili sulla Rete come fan dei Beatles, Orwell non si pone tanto sulla scia dei nomi di primissimo piano, quanto su quella di eroi meno esposti, come Troggs e Pretty Things, che pur dalle seconde linee la storia del rock l'hanno segnata. L'impatto del musicista inglese ad oggi è assolutamente minore rispetto ai suoi meriti, ma il suo talento lo rende, oltre che figlio legittimo della nobile tradizione, uno dei segreti meglio custoditi della scena garage-psych contemporanea, dunque da (ri)scoprire anche se con colpevole ritardo.

09/07/2024

Tracklist

  1. Give Your Body                
  2. Senti-Mental    
  3. The Clowns Balloon       
  4. My Masquerade
  5. When Your Ship Comes In          
  6. Leather Jacket Time Machine    
  7. For Mr Grey      
  8. From Time To Time        
  9. God Squad
  10. Because Of The Robots


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