English Teacher

This Could Be Texas

2024 (Island)
indie-rock, art-rock, post-punk

Quello dei britannici English Teacher è sicuramente da annoverare tra i debutti più attesi del primo quadrimestre 2024. La band originaria di Leeds, dopo l'osannato Ep "Polyawkward" del 2022 e una manciata di singoli apripista indubbiamente interessanti, ha distribuito, via Island Records, il tanto agognato esordio su lunga traccia intitolato "This Could Be Texas".
La formazione indie-rock/post-punk inglese formata da Lily Fontaine (voce solista, chitarra e sintetizzatore), Lewis Whiting (chitarra solista e sintetizzatore), Douglas Frost (batterista) e Nicholas Eden (bassista) aveva già ben impressionato, per varietà stilistica, nelle precedenti apparizioni.
Carpendo spunti da tutto il mondo alternative, il prodotto confezionato dal quartetto è stato in grado di regalare continui colpi di scena durante l'ora di durata di questo corposo documento artistico, che gode del fondamentale contributo in produzione della nostra Marta Salogni, fuoriclasse assoluta del settore, unanimemente riconosciuta a livello mondiale.

Le tematiche ispirate, incisive, astute e allusive, esposte dalla ricca voce della cantante e autrice Lily Fontaine, non sono per nulla ordinarie, discostandosi dai contenuti che mediamente si è abituati intercettare su target di analoga estrazione. Le modalità con le quali sono trattati argomenti quali indecisione, senso di appartenenza, angoscia, salute mentale, riflessioni esistenziali e sociali si insinuano tra articolati strumentali, di lodevole consistenza, che traslano costantemente, anche all'interno dello stesso brano, tra attimi di quiete e lampi di tensione, come se una tempesta imminente stesse accumulando energia per la debordante deflagrazione: un'eccitazione latente, che persiste per tutto l'album e che si rivela uno dei tanti assi nella manica.
Alla malinconica attrazione diffusa dall'opener "Albatross", si contrappongono le pungenti svisate alt-rock nineties del singolo di punta "The World's Biggest Paving Slab" e le strutturate tessiture collocate tra Black Country New Road e Dry Cleaning dell'eccellente e poetica "Broken Biscuits", che, tra dolenti note di pianoforte e fiati, regala uno dei passaggi migliori in scaletta. Un trittico iniziale di assoluta rilevanza, che espone un catalogo stilistico notevole, sorprendentemente maturo per una band composta da artisti così giovani. La formula è forgiata su un sound prettamente chitarristico, che contempla un'importante dose di fruibilità, condizione che rende positivamente accessibile una proposta che vive continuamente di fasi melodiche ricercate e contrastanti fra loro.

Il basso frenetico che guida l'abrasiva e ossessiva "I'm Not Crying, You're Crying", le infingarde e imbrattate risonanze alt-pop dell'altro singolo "Mastermind Specialism" aprono lo scenario alla title track, ulteriore momento saliente, dove lo sprechgesang di Lily si amplia, con intensità ossequiosa, sulle insistenti armonie del pianoforte, costruendo schemi disgiunti, via via caricati di suoni e tonalità cangianti, che talvolta azzardano addirittura stilemi cari al progressive-rock. Una strategia che si ripete, in qualche modo, anche in "Not Everybody Gets To Go To Space", in questo caso prevedendo qualche scossone strumentale d'intensità più vigorosa.
Il basso di Nicholas Eden capeggia "R&B", dal testo tagliente, crudo e angosciante, uno dei brani più antichi del gruppo (2021), qui riproposto in versione aggiornata e irrobustita, volto a palesare ulteriori virtù estetiche della band. "Nearly Daffodils", ennesimo singolo apripista, si estende con un alto grado di agitazione percettiva, raccogliendo per strada tasselli motorik che s'infrangono su riff distorti, mentre il gettone ballads è affidato a "You Blister My Paint", oscura, dolce e sinistra, distribuita tra note di pianoforte e archi che richiamano sia l'intensità beatlesiana che la potenza dark di Lana Del Rey.

Le ritmiche falso-jazz, miste a vibranti sintetizzatori anni 80, creano un ulteriore stargate onirico, dove far tuffare la lusingatrice "Sidebob", il perfetto accompagnamento alla chiusura accordata ad "Albert Road", attraverso la quale Lily descrive le esperienze di crescita, evidentemente autobiografiche, di una donna di razza mista. Le note di chitarra veleggiano tra ottoni e sintetizzatori con limpido calore; una traccia significativa, epica, che cuoce a fuoco lento per raggiungere l'animo in modo duraturo.
Una miscela di grande prestigio, che lega un lirismo particolarmente impegnativo a una capacità comunicativa degna di nota e a melodie di spessore, distingue gli English Teacher nell'affollato mondo indie-rock e post-punk moderno, classificazione, quest'ultima, mai troppo amata dal gruppo, che ritiene - a ben vedere, considerata la poliedricità esibita - di proporre un messaggio artistico che tende a fuoriuscire dagli schemi imposti dal genere. È pur vero che l'ondata identificata da molti come crank wave (il post-punk revival inglese cresciuto progressivamente dopo la Brexit) possiede peculiarità e personalità decisamente variegate, ma gli English Teacher, se li si volesse proprio inserire in questo filone, sembrano mostrare ambizioni piuttosto innovative.

"This Could Be Texas", come detto, è il loro principio, pieno zeppo di idee, in gran parte perfettamente centrate, che rappresenta, ora, il trampolino di lancio di un percorso che in futuro potrebbe attestarsi verso una direzione più specifica. Per tutto questo e probabilmente per molto altro, sono numerosi i motivi per ritenere gli English Teacher una band da tenere sott'occhio con estrema attenzione.

23/04/2024

Tracklist

  1. Albatross
  2. The World's Biggest Paving Slab
  3. Broken Biscuits
  4. I'm Not Crying, You're Crying
  5. Mastermind Specialism
  6. This Could Be Texas
  7. Not Everybody Gets To Go To Space
  8. R&B
  9. Nearly Daffodils
  10. The Best Tears Of Your Life
  11. You Blister My Paint
  12. Sideboob
  13. Albert Road








English Teacher sul web