Keeley Forsyth

The Hollow

2024 (130701/ Fatcat)
darkwave, avant-folk

Strano e bizzarro, il destino di Keeley Forsyth, attrice britannica che ha trovato un inaspettato sbocco artistico nella musica e nel canto. Una scelta coraggiosa, scaturita dall’improvviso blocco psicologico che l’aveva privata dell’uso della parola; con “Debris” e “Limbs” l’artista ha dialogato col dolore e l’oscurità tramite paesaggi sonori blues, folk, noir e jazz, con un’intensità che ha evocato similitudini con la musica di Scott Walker post-“Tilt”.
Il terzo album “The Hollow” è foriero di lievi novità; non solo il progetto segna il passaggio alla Fat Cat, esattamente per la sottoetichetta con sede a Brighton 130701, ma è anche la sua opera più dinamica e seducente.

Ross Downes e Matthew Bourne sono ancora al fianco dell’artista inglese e le affinità con Anohni, Diamanda Galas e quelle già citate con Scott Walker hanno una connotazione sempre più fisica oltre che spirituale, ma la principale novità di “The Hollow” è racchiusa nella più solenne drammaturgia che evoca i Dead Can Dance e i This Mortal Coil. In questo scenario apparentemente composto, Forsyth si muove con autorità espressiva, conciliando languori romantici e toni sepolcrali con austera (“Answer”) e selvaggia bellezza (la title track).
Come Sibilla che indica la strada a Enea, così Keeley conduce l’ascoltatore tra paesaggi sonori noir e dolenti ricordi familiari (la nonna protagonista di ben due tracce, la più spirituale “Come And See” e la ballata folk di “Eve”), per un attimo tralascia il canto per un recitato dall’imponente forza fisica che si adorna di una splendida cornice elettronica (“A Shift”), poi dialoga con un algido e ipnotico riff di sax del sempre caustico Colin Stetson, nell'eccellente “Turning”.
La musica di Keeley Forsyth è un viaggio tra anfratti emotivi e ombre, tra sonorità plumbee (“Answer”) e sacrali (“Horse”) che si dissolvono in rarefatti accordi di piano (“Cascade”) nel tentativo di raccontare le inquietudini dell’animo umano, non senza aver seminato un briciolo di scontrosa speranza (“Do I Breathe”), per un altro devastante e crudo dialogo con la sofferenza e l’emarginazione (“In The Corner”).

Come un moderno mantra, “The Hollow” scava sotto pelle e smuove le viscere con lacerante malinconia, si infetta di colte citazioni letterarie e musicali, sposa pulsioni infantili (“Slush”) e per un attimo vacilla nei pressi del romanticismo noir ("Drag Me Down”) mettendo a punto il mosaico più ricco e sfaccettato dell’artista inglese fino a oggi.

13/06/2024

Tracklist

  1. Answer
  2. The Hollow
  3. Come And See
  4. Eve
  5. Turning
  6. A Shift
  7. Slush
  8. Drag Me Down
  9. Do I Breathe
  10. In The Corner
  11. Horse
  12. Creature




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