La Crus

Proteggimi da ciņ che voglio

2024 (Mescal)
songwriter, pop, elettronica

"Proteggimi da ciò che voglio". Non è solo un ossimoro, una frase apparentemente senza senso, ma anche e soprattutto un cazzotto in stile punk nei confronti di tutto ciò che è "musica" oggi. Nulla infatti più di questo disco è distante dal circo dei talent, da major sempre più ottuse e discografici incapaci che decidono in virtù di like sui social e ascolti mensili su Spotify.
Appena 28 minuti (se escludiamo i rifacimenti di due brani celebri con featuring importanti) da ascoltare tutto d'un fiato senza singoli che possano incidere, il supporto fisico solo in vinile con il ciddì che per il momento siede in panchina senza sapere se entrerà nel secondo tempo, pare comunque in aprile.

"Mangia dormi lavori ripeti!", urlano i redivivi La Crus sulla scia del celebre slogan "Produci consuma crepa" dei CCCP, aggiornato e attualizzato al 2024 per chi è uscito vivo dagli anni Ottanta. Una cavalcata elettrica quasi blues per uno degli episodi più significativi dell'album, perché l'avversione al neoliberismo più sfrenato non può essere un cliché all'interno di una operazione musicale molto di pancia, quasi retrò, che non ha bisogno né vuole essere attuale, nel senso peggiore del termine.
Ma ha senso parlare di reunion? L'ultimo "Infinite possibilità" era sì del 2005, ma tra fulminee apparizioni sanremesi e capatine centellinate nei teatri, Giovanardi e Malfatti non sono mai stati completamente in sonno. E anche certi lavori solisti del roscio monzese (soprattutto lo splendido "Il mio stile", vincitore della targa Tenco), sono più vicini alla casa madre di quanto comunemente si pensi.
Nessuna sorpresa, quindi, se messi da parte scazzi e incomprensioni che avevano caratterizzato l'ultimo disco prima della siesta - aiutati da un produttore esterno che ha avuto il delicato compito di mediare tra le due anime (autorale vs sperimentale) del progetto - la nuova fatica si rivela più centrata della precedente. Ma del resto l'intera storia dei La Crus è un incontrarsi/scontrarsi di tensioni opposte, un tentativo (quasi) sempre riuscito di coniugare diversi tipi di stili apparentemente incompatibili: il punk-rock che negli anni Novanta confluisce in Ciampi, Tenco, Conte e nei grandi chansonnier internazionali. Iggy Pop che convive pacificamente con Sergio Endrigo, Patti Smith che fa capolino tra De André e Fossati, in un perfetto e labile equilibrio.

Quasi tranquillizzati dalla presenza di Matteo Cantaluppi, con la conferma dei fidi scudieri Alessandro Cremonesi (il terzo La Crus ombra) e Paolo Milanesi, i due si focalizzano sui molteplici aspetti dell'esistenza quotidiana a partire dalla comunicazione in epoca social ("Shitstorm"), raggiungendo l'apice nell'omaggio ("La Rivoluzione") al Gaber più pungente e ironico di sempre di "Qualcuno era comunista" (epico lo slogan scandito alla fine del pezzo, se lavorate di fantasia potreste scorgere in un corteo antagonista l'uomo col megafono che cita la camera con vista neoliberista e l'aperitivo di protesta...).
La concettualizzazione all'interno di ogni singola produzione, del resto, è sempre stata presente nella discografia del gruppo. Se "Dentro me" era un'opera intima che scavava a fondo dentro il proprio io, "Dietro la curva del cuore" esplorava il rapporto di coppia con uno sguardo attento verso il partner, mentre "Crocevia" si focalizzava più sul passato. Il tutto non urlato, ma quasi sussurrato con stile ed eleganza, esplicitato da testi ricchi di metafore e istantanee di vita vissuta.

L'apoteosi finale di "Sono stato anch'io una stella" conclude un disco anticipato dal singolo "Io confesso" con Carmen Consoli e destinato a crescere a ogni ascolto. Uno spoken word che si fa largo tra tappeti di synth, rumori di fondo e una ritmica quasi dubstep; piace immaginare che rappresenti una sorta di testamento spirituale (quando tra "nove miliardi di anni" si giudicherà la loro opera) di quello che sono stati e hanno rappresentato i nostri eroi.
Il mio cuore sanguinava per i La Crus. Io avevo bisogno dei La Crus, la musica aveva bisogno dei La Crus. Bentornati.

23/03/2024

Tracklist

  1. La pioggia
  2. Mangia dormi lavora ripeti
  3. Proteggimi da ciò che voglio
  4. Shitstorm
  5. La rivoluzione (feat. Slavoj Zizek & Vasco Brondi)
  6. Io non ho inventato la felicità
  7. Discronia
  8. Sono stato anch'io una stella
  9. Io confesso (feat. Carmen Consoli)
  10. Come ogni volta (feat. Colapesce & Dimartino)

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