MOLCHAT DOMA - Belaya Polosa

2024 (Sacred bones)
darkwave, synth-wave

Forte di un clamore critico che ha attraversato i patri confini, grazie all’ottimo album “Etazhi”, il trio darkwave bielorusso dei Molchat Doma ha scelto di trasferirsi in America proprio mentre la guerra in Ucraina metteva a dura prova l’esistenza di molte identità artistiche, bloccate dai divieti imposti dal conflitto.

Per la band è stata l’occasione per misurarsi finalmente anche con le potenzialità tecniche degli studi di registrazione americani, ma mentre l’album “Monument” provava a catalizzare il successo di “Sudno (Boris Rizhy)” alimentato da TikTok, concedendo spazio al synth-pop a scapito della magia lo-fi degli esordi, il nuovo album offre ai Molchat Doma l’opportunità di mettere in mostra tutto il loro potenziale.

In “Belaya Polosa” l’equilibrio tra tenebre e bagliori di luce è foriero di interessanti sviluppi,. Le affinità vocali di Yahor Shkutko con Dave Gahan dei Depeche Mode e ancor di più con Viktor Tsoi dei Kino – storico gruppo russo di cui i Molchat Doma hanno ricalcato la formula – sono evidenti ma mai invadenti. L’uniformità dei groove ritmici è mitigata da slanci e sussulti (“Ty Zhe Ne Znaesh’ Kto Ya”) e da midtempo in cui affiora una sensibilità psichedelica in chiave post-punk (“Chernye Cvety”).

La natura più contaminata di “Belaya Polosa”, forse, deluderà i fan dei primi album, ma va detto che la concessione a ritmi big-beat rende il suono sì più accessibile, ma anche più variegato ed evocativo. Il piglio estroverso di “III” e la possente trama elettronica-ritmica di “Ya Tak Ustal” sono due riusciti prototipi del nuovo corso dei Molchat Doma, ma l’evoluzione ha uno scotto da pagare: l’indolenza della pur ardimentosa “Beznadezhniy Waltz” e il tono forzatamente greve di “Zimnyaya” non convincono (anche se stranamente sono i due brani che più richiamano le prime prove del gruppo).

La fulgida incursione in sonorità western in chiave darkwave di “Son” e il risuonare potente dei synth della splendida title track lasciano decisamente il segno e aprono ulteriori prospettive future per il gruppo bielorusso, qui alle prese con l’album più insidioso, ma ben lontano dall’essere un semplice esercizio di stile. I Molchat Doma non stanno rinnovando i canoni darkwave, ma ne conoscono segreti e nuance che devono ancora essere del tutto svelati.

16/09/2024

Tracklist

  1. 1. Ty Zhe Ne Znaesh' Kto Ya
  2. 2. Kolesom
  3. 3. Son
  4. 4. Belaya Polosa
  5. 5. Beznadezhniy Waltz
  6. 6. Chernye Cvety
  7. III
  8. 1. Ne Vdvoem
  9. 2. Ya Tak Ustal
  10. 3. Zimnyaya

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