Lifeguard - Ripped+Torn

2025 (Matador)
art-punk, noise-rock

Poco più di trenta minuti per l’esordio ufficiale dei Lifeguard (una cassetta e tre Ep sono stati pubblicati dal 2020), trio di Chicago che dopo aver conquistato la scena locale entra con prepotenza tra i protagonisti del revival post-punk.
“Ripped+ Torn” è un disco ricco di refrain selvaggi e melodie potenti, che volgono lo sguardo anche all’Inghilterra degli anni 80 (Buzzcocks, Wedding Present) e al kraut-rock filtrato dalla new wave (Wire, Gang Of Four), con una tensione strumentale costante alla maniera di Husker Du e Sonic Youth, non priva di echi garage e jangle-pop.
Kai Slater (chitarra, voce), Asher Case (basso, voce) e Isaac Lowenstein (batteria) mettono insieme riff fragorosi e noise-rock, senza rinunciare a melodie intonate a due voci alle quali è impossibile resistere (“It Will Get Worse”). Non mancano incursioni nel post-punk più oscuro e corrosivo con possenti echi dub (“Like You’ll Lose”) nonché insolite citazioni di Steve Reich che ne proiettano il rigoroso minimalismo nelle braccia della musica industrial (“Music For 3 Drums”).

I Lifeguard avanzano con passo deciso, lasciando sul campo canzoni furiose e non necessariamente gradevoli, come il ruggito tagliente delle chitarre in “Charlie’s Vox” e le splendide dissonanze armoniche di “France And”.
La band si confronta anche con la psichedelia alla “Nuggets” (“Ripped+ Torn”), l’esplosività del garage-rock (“A Tightwire”), il nichilismo punk (“I Wanna (Break Out)”) e il caos organizzato tipico di certo indie-rock anni 90 (“How To Say Deisar”) senza cedere alle lusinghe della provocazione fine a sé stessa.
Nulla è lasciato al caso, in “Ripped + Torn”. Le dodici tracce scorrono come lava incandescente, lasciando un indizio finale, la memorabile “T.L.A.”, che porge il fianco a una rabbiosa malinconia, foriera di future interessanti evoluzioni.

In un primo momento i Lifeguard avevano espresso l’intenzione di inserire una lunga apoteosi sonora in stile This Heat in netto contrasto con la durata esigua degli altri brani inclusi nell’album, un esperimento poi escluso ma che conferma  che i ragazzi di Chicago hanno ancora in serbo sorprese per il futuro.





Lifeguard sul web