Ve la ricordate l’inglese Sophie Ellis-Bextor, quella della super-hit disco-pop del 2001 “Murder On The Dancefloor”? Nel 2023, per merito del film “Saltburn”, il singolo ha vissuto una seconda giovinezza e il suo nome è tornato tra quelli di spicco nel pop europeo.
Germogliata in una band pop-rock trascurabile, la Bextor è diventata una moderna disco queen con l’album “Read My Lips” (2001), tra pop elettronico degno della Madonna di “Music” (“The Universe Is You”) e una sfilza di ballabili perfetti per la pista, decorati dalla sua voce cristallina e un prezioso pizzico di ironia e aggiunte nella reissue del 2002 (“Music Gets The Best Of Me”, “Get Over You”). Il successo non si ripete negli album successivi, che dondolano tra pop, nu disco, house e momenti di elettronica più energica.
All’altezza del quinto album tenta una nuova direzione, più autoriale, con “Wanderlust” (2014), barocco e orchestrale con un pizzico di eccentricità che ammicca all’Europa dell’Est. Di contro, “Familia” (2016) sfrutta tenui influenze latino-americane e “Hana” (2023) guarda al Giappone. Chi l’avrebbe mai detto che l’album più divertente e, forse, riuscito dell’intera carriera sarebbe arrivato dopo questa svolta più autoriale, 24 anni dopo l’esordio solista?
Una perimenopausa nu disco
“Perimenopop” è il titolo, diretto e originale, del suo ottavo album e si riferisce alla perimenopausa, una fase di transizione naturale che precede la menopausa. Tornata a vestire i panni della disco queen, squisitamente pop e occasionalmente più house, Sophie Ellis-Bextor ritrova l’ispirazione dei tempi migliori, mai convogliata con altrettanta efficacia. È un modo per scartare dal mito della giovinezza delle dive pop, bilanciato da un ritrovato gusto per il divertimento.
Tempestato di potenziali hit, “Perimenopop” è il suo “Confessions On The Dancefloor“, che lascia da parte le ambizioni cameristiche e le contaminazioni culturali per lasciarsi a testa bassa in dodici canzoni da ballare e cantare, anche se avete superato i quaranta.
I sintetizzatori, la voce sensuale e l’intreccio di basso-batteria aprono le danze su “Relentless Love”, con una chitarra funk a completare: buona fortuna a non canticchiarla dopo un paio di ascolti. Ed è solo l’inizio: lo spirito electro, gli archi e il ritornello killer di “Vertigo” proseguono senza che possiate smettere di muovervi a tempo, centrando un pezzo dance contemporaneo da manuale.
Ma Sophie Ellis-Bextor ha messo in fila un numero notevole di deliziose variazioni ballabili, appena più robotiche (“Taste”), vagamente synthwave e vintage (“Stay On Me”, “Time”, “Heart Sing”), gloriosamente perfette per un aperitivo ammiccante (“Dolce Vita”), sbrilluccicanti e stilose (“Freedom Of The Night”). Tutto da ascoltare senza saltare nessuna canzone, anche se un brano come “Layers”, con i graffi dei violini, i synth che pulsano e il vocoder è tra quelli che, insieme alla succitata “Vertigo”, starebbe benone anche in una playlist del meglio da ballare del 2025.
In un mondo pop che fatica ancora a emanciparsi dal mito della giovinezza, soprattutto per le cantanti, “Perimenopop” suona come un’affermazione fiera della propria mezza età. Non è, tuttavia, la classica crisi, bensì una matura, divertente e ammiccante rinascita, per uno degli album di pop ballabile dell’anno.
23/12/2025