Sophie Ellis-Bextor

Familia

2016 (EBGB's) | disco-pop, funk-pop

Non sono solo i guai che viaggiano in coppia; da un paio di settimane a questa parte lo squisito "Wanderlust" ha una coloratissima sorellina. Stando alle parole della radiante neo-mamma Sophie Ellis-Bextor, la nuova arrivata - dal nome di "Familia" - è sostanzialmente: 
Una sorella minore e più estroversa, che ha abbandonato l'Est Europa per dirigersi verso il clima caldo e assolato del Sudamerica, dove ha sostituito la vodka con la tequila
Vogliamo forse contraddire una neo-mamma? Certo che no, ma del resto non ce n'è bisogno; basta sentir partire a tutta birra l'arabeggiante linea di synth dell'iniziale "Wild Forever" sostenuta da un battito indie-disco-pop, e subito affiora alla mente "Girls In Peacetime Want To Dance" dei Belle And Sebastian - album non a caso tenuto spiritualmente a battesimo da Bob Stanley dei Saint Etienne. E dal momento che proprio gli Etienne avevano già insegnato, un paio di decenni fa, che non c'è nulla di male nel mescolare le delicatezze del pop anglosassone con i pimpanti ritmi degli anni 60 e i riverberi della dorata disco music, gli affari di "Familia" continuano sulla scia di un'enfasi chitarristica dai sapori vintage: "Death Of Love" e la saltellante "My Puppet Heart".

Dopo aver dato alla luce il suo quarto (!) pargolo in carne e ossa meno di un anno fa, Sophie è in vena di divertirsi. Così, mentre il marito Richard Jones (The Feeling) sta a casa a fare il baby-sitter, lei s'è vestita di colori sgargianti e ha nuovamente imbracciato chitarra e scarpine da ballo - ma si riserva il diritto di cantare una ninna-nanna mariachi alla prole: "Hush Little Voices". Del resto è proprio quando l'atmosfera rallenta un attimo e si fa intima e personale che Sophie mette a segno i tre pugni al cuore del disco: la splendida "Unrequited", una carezza d'archi come "Here Comes The Rapture" e l'accorata "Crystallise" - momenti che rivelano al meglio tutta l'arte di questa Signora, squisitamente in bilico tra una frizzante vena pop e un melodismo d'altri tempi.

A "Familia" mancano l'effetto-sopresa e quella cesellatura che aveva fatto di "Wanderlust" una piccola gemma di perfezione pop come non se ne sentono tutti i giorni (e come non se ne trovano manco sul resto della carriera di Sophie - storico disco di debutto escluso). Il singolo di lancio "Come With Us" è fin troppo ricalcato sull'ormai abusatissima ondata funky-revival che da un paio d'anni a questa parte sta spopolando nel mainstream anglosassone - prevedibili incastri d'archi disco e andazzo saltellante (anche se, nell'intermezzo, le storiche congas sono sostituite da un energico combo chitarra/batteria reminescente delle sue origni britpop). Anche "Cassandra" si svolge nel solco di un andamento navigato e fin troppo prevedibile, ma tutto questo non è poi un gran problema.
Sophie e il suo fido Ed Harcourt hanno fatto nuovamente centro con un album che non ha alcuna intenzione di stupire o sovvertire, ma che si lascia ascoltare con grazia divertita e a tratti spassionata. Nell'attuale panorama pop anglosassone, intriso di house e pesci grossi dell'urban-r&b americano, la limpida voce di Sophie Ellis-Bextor è sempre un piacere per le orecchie.

(26/09/2016)

  • Tracklist
  1. Wild Forever
  2. Death Of Love
  3. Crystallise
  4. Hush Little Voices
  5. Here Comes The Rapture
  6. Come With Us
  7. Cassandra
  8. My Puppet Heart
  9. Unrequited
  10. The Saddest Happiness
  11. Don't Shy Away


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