Wednesday - Bleeds

2025 (Dead Oceans)
alt-country, alt-rock

Quando arrivi da un lavoro come “Rat Saw God”, che ha cambiato per sempre la percezione che le persone hanno della tua band, un disco in grado di lanciarti finalmente in orbita verso una platea ben più vasta, sai bene quanto sarà arduo replicarlo. La scommessa che hai davanti diviene lo snodo fondamentale della tua carriera, ancor più se durante la lavorazione dell’album successivo i due fulcri del gruppo, compagni anche nella vita, decidono di separarsi, mentre uno dei due si sta costruendo una credibilità forte anche nelle vesti di solista. Durante le registrazioni di “Bleeds”, pare che gli altri 3/5 dei Wednesday siano stati tenuti all’oscuro di tali vicissitudini, per non creare ripercussioni sul processo creativo, ma la navigazione verso il traguardo non sarà certo stata esente da difficoltà.
Col senno di poi, dopo aver udito Karly Hartzman nella dimessa “The Way Love Goes” cantare una strofa come “There’s women less spoiled by your knowing/ Newer and much sweeter/ Many much more patient/ With much more than I can give/ You have seen me angry/ I know it's not been easy/ And I know it can't always be/ And that's the way love goes” e aver seguito MJ Lenderman lungo tutta la durata di “Bleeds” ribattere colpo su colpo con le sue chitarre che non lesinano virate spigolose, possiamo immaginare quanto di personale sia entrato nella scrittura di queste nuove dodici canzoni. Un continuo botta e risposta fra due cuori reciprocamente feriti, sanguinanti, con il “Bleeds” del titolo tutt’altro che casuale.

Dal punto di vista della costruzione musicale, le premesse sono subito molto buone: l’album si apre con un feedback prodotto dalla chitarra di Lenderman che dura quasi cinquanta secondi, mentre gli altri strumenti montano gradualmente fino a ospitare le prime linee vocali della Hartzman, che si racconta intenta a togliere le zecche (letteralmente “pickin’ the ticks off”) al vicino di casa. “Reality TV Argument Bleeds” è soltanto il primo di dodici racconti ambientati nella provincia rurale americana, densi di surrealismo gotico, di morti annegati, di denti sfasciati a colpi di mazza da baseball, di dosi di ketamina tagliate con le chiavi di una stanza d’albergo, di foto senza veli rubate e diffuse a tradimento, di morti seppelliti il più possibile in profondità per impedire ai cani di scovarli. Realtà e fiction si sovrappongono di continuo, lasciandone sfumare i labili confini, mentre cinque musicisti riescono sempre a rendere alla perfezione toni e sensazioni.

“Reality TV Argument Bleeds” fissa al contempo una delle due direttrici stilistiche del disco, quella influenzata dal tipico “rumore” anni Novanta: stemperate le folate nu-gaze degli esordi, i continui incroci fra le tre chitarre del gruppo producono numerose situazioni dal vibrante sapore alt-rock, in particolare negli incontenibili saliscendi di “Wound Up Here”, “Pick Up That Knife”, “Candy Breath” e “Bitter Everyday” (tutte praticamente perfette), raggiungendo il picco della Scala Mercalli nel minuto e ventisei secondi di “Wasp”, pura essenza hardcore-punk in odore di Mannequin Pussy quando menano di brutto, oppure di Sonic Youth quando suonavano la diabolica cover di “I Wanna Be Your Dog”. La seconda direttrice stilistica di “Bleeds” è invece centrata su un approccio radiofonicamente roots: “Townies”, “Elderberry Wine” e “Phish Pepsi” (tutte perfette, di nuovo) sono irresistibili alt-country costantemente sul punto di incresparsi, pronti a qualificare i Wednesday fra i migliori continuatori del disegno tracciato dai Wilco.

La Hartzman ha rabbia da vendere e scrive veementi versi che percepiamo destinati al suo ex (“did you think we'd make it?”, traducibile come "pensavi ce l'avremmo fatta?"), sfidandolo sul personale (“you and your broke-dick sincerity”), rivolgendogli accuse per le troppe assenze (“you reappear before I noticed you were gone”), ma confessando che alla fine separarsene è affare non semplice (“I drove you to the airport with the e-brake on”).
Divertenti i riferimenti musicali, fra un concerto dei Phish al quale Karly avrebbe preferito non essere stata e uno dei Death Grips al Primavera Sound 2024, quando il chitarrista Xandy Chelmis vomitò nel pit mentre stava pogando. Dosi massicce di ironia sparse ovunque, ma a trionfare è un certo pessimismo di fondo, come quando afferma “the sweetest parts of life keep getting bitter every day”, “le parti più dolci della vita diventano ogni giorno più amare”.
A chiudere l’album provvedono la minimale “Carolina Murder Suicide” (composta dopo aver approfondito le vicende legate ai murdaugh murders), non troppo distante dai dolenti ritratti affrescati da Ethel Cain, e “Gary’s II”, la quale spalanca le braccia per accogliere influenze bluegrass.

Lenderman annunciò qualche mese fa che, a seguito della fine della relazione sentimentale con la Hartzman, avrebbe continuato a lavorare in studio con i Wednesday, ma non sarebbe più andato in tour con la band, probabilmente per evitare convivenze forzate. Salvo poi ritrovarsi – i due - a scambiarsi sorrisi e sguardi complici alla fine della recente esibizione televisiva al "Late Show" di Steven Colbert. La Hartzman, a sua volta, in un’intervista rilasciata qualche settimana fa a un importante magazine specializzato, ha dichiarato: “Farei altri mille album con Jake, perché è semplicemente bravo in tutto quello che fa”. Abbiamo quindi sufficienti indizi per sperare che “Bleeds” non sia l’ultimo album dei Wednesday come li abbiamo conosciuti finora. Ragazzi, non buttatevi via, proprio ora che avete messo in cascina il vostro disco migliore…

Tracklist

  1. Reality TV Argument Bleeds
  2. Townies
  3. Wound Up Here (By Holdin On)
  4. Elderberry Wine
  5. Phish Pepsi
  6. Candy Breath
  7. The Way Love Goes
  8. Pick Up That Knife
  9. Wasp
  10. Bitter Everyday
  11. Carolina Murder Suicide
  12. Gary’s II