L AMARA - Cronache dal Sottosuolo

2020 (Spqr)
neofolk

L’Amara e i suoi spettri di sangue si aggirano ancora senza pace. Ecco manifestarsi il secondo capitolo della band, un ritorno intitolato “Cronache dal Sottosuolo”. Anche in quest’occasione si dà voce agli umiliati e offesi dalla vita, tra derelitti da osterie, criminali sfortunati e omicidi passionali. Gente dal sangue caldo e mediterraneo, incline al crimine e ai coltelli, mentre sullo sfondo lunghe ombre nere si allungano sulle periferie.

La sorte sembra esser stata veramente inclemente con i protagonisti delle storie raccontate in questo viaggio in un’Italia dimenticata. Si narra di un Belpaese divorato da una società moderna piena di violenza e psicosi, un meccanismo infernale – forse pronto a esplodere – come quello raffigurato nella copertina realizzata da Simone Poletti (Dinamo, Innesco e Rivoluzione).

L’Amara propone anche qui un viaggio a ritroso nella memoria di chi non c’è più, attraverso un neofolk mediterraneo e cantautorale sulla scia degli Ain Soph di Aurora e di progetti sotterranei come, ad esempio, i mai dimenticati Foresta di Ferro. Immaginate un rendez-vous al termine della notte tra Douglas P. e il fantasma di Luigi Tenco davanti a svariati bicchieri di vino e sarete vicini a comprendere lo spirito profondo e inquieto che anima L’Amara.

L’abum si apre e si chiude con campionamenti tratti dal film “La Maschera della Morte Rossa”, come un triste presagio del finale (per qualcuno liberatorio) che ci attende. Tutti i brani che lo compongono si rifanno a tradizioni e racconti popolari tradotti in un folk cantautorale verace e sanguigno, memore della lunga tradizione italiana. Si va da storia della malavita milanese – “La Rosetta”, ad opera di Trevor (Northgate) – alle atmosfere da noir neorealista de “La ballata del cravattaro”, interpretata da Giovanni Leo Leonardi (Siegfried/Carnera). Sua la voce anche ne “L’appeso”, notevole brano melanconico e intimista alla Tenco che vede la partecipazione di Christian Ryder (TourdeForce, Porta Vittoria), e in “Julia” (con Christian Ryder a dar man forte negli arrangiamenti) dove il protagonista sente i profumi dei ricordi e dei campi d’estate mentre va a morire in una guerra senza scampo.

Va pienamente a segno anche l’ottima “Rione Vendetta”, canzone firmata da Adriano Vincenti dei Macelleria Mobile di Mezzanotte. È una storia turpe di vendetta nella Roma più oscura e senza speranza, dove solo l’onore e la voglia di pareggiare i conti regnano sovrani.

Dominano nell’album le storie di assassini passionali, di follie commesse per amore. Gabriele Fagnani (Corazzata Valdemone, Solco Chiuso), a tal proposito, qui recupera una canzone scritta negli anni Trenta e intitolata “Recluso”. Su cuori, pugnali e abbracci fatali troviamo anche un sempre ispirato Jonny Bergamn (Nomotion, Inner Glory) in “Malcontento”.

“Sangue d’Osterie”, originariamente scritta da Gianni Caldararo (La Pietra Lunare) ma qui rivista e interpretata da Vinz Aquarian (Calle della Morte), ci riporta indietro a un’Italia profonda e rurale, di novecentesca memoria. Seguono due canzoni sulla guerra e sull’amore rimpianto, la già citata “Julia” e la magnifica “A ritroso”, realizzata da Vido (Spiritocrampo). L’album termina con “Liberati”, una ballata di Daniele Ianna (Sun’s Spectrum), e con la voce della Morte Rossa che invita ad abbandonare ogni maschera per il gran finale.

Siamo in presenza di un lavoro molto valido e originale, che trova la sua via particolare tra memoria e nostalgia, un approccio alla materia (neo)folk personale e ardito. L’album esce per SPQR in formato Lp (200 copie) e cd digipack (300 copie) entrambi in edizione limitata. Il master e il mix sono curati da Yvan Battaglia (Carnera).

02/09/2020

Tracklist

  1. 1. Tema dell’Amara
  2. 2. La Rosetta
  3. 3. La Ballata del Cravattaro
  4. 4. Rione Vendetta
  5. 5. L’Appeso
  6. 6. Recluso
  7. 7. Il Malcontento
  8. 8. Sangue D’Osterie
  9. 9. Julia
  10. 10. A Ritroso
  11. 11. Liberati
  12. 12. Fine

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