State Cows - Closed Doors And Open Shores

2025 (autoprodotto)
aor, yacht rock
Che senso ha il revival di un genere che non è manco mai esistito? In un certo senso, la risposta è contenuta nella domanda: permettergli di esistere. Dare il modo ai fan - perché quelli, tutto sommato, tendono ad avere contorni un po' più tangibili rispetto alle correnti musicali - di vivere la loro passione con uno sguardo non solo passatistico, ma rivolto al qui e ora. Vinili d'epoca, ritagli di vecchie riviste, interviste d'archivio, sì, ma anche artisti da tener d'occhio, nuove uscite per cui non stare nella pelle, concerti da vivere insieme agli altri appassionati. Che si sia avuto modo o meno di prendere parte in diretta a quelli degli anni d'oro.

Gli svedesi State Cows sono, insieme a Young Gun Silver Fox, Dawn Patrol, Page 99, fra i nomi di punta della vivace scena yacht rock revival che da qualche anno contribuisce ad animare community online, trasmissioni radio e podcast, eventi a tema destinati ai loro aficionados. Giunti ormai al loro quinto album e al diciassettesimo anno di carriera, padroneggiano pienamente la propria formula: un mix sfaccettato di Aor e soft rock, con i debiti rimandi al soul/jazz/blues/rock modello Steely Dan, ma anche qualche scintillante (e non scontato) slancio prog.
I synth abbondano nell'intro zompettante di "Streets Of Stockholm", e dopo un brillante dispiego di frizzantezza sbarazzina e sofisticazione armonica, riaffiorano dalle parti del bridge, per poi restare fino alla fine, tra una piroetta e uno stop'n'go. "Waiting For The Right Words" ripesca credibilmente il funk flemmatico di Fagen e Becker, mentre il ritornello discendente di "Beyond The Waking World" prende in prestito attrezzi dal kit sunshine pop per confezionare cambi d'atmosfera curiosamente genesisiani.

Accordi estesi e sventagliate hi-tech convergono in "Echoes Of You" su una maestosità pressoché neo-prog, e il gran finale "Summer Cloud", con abbondanti svolazzi orchestrali e una chiusura di strofa che rimanda agli Styx di "Come Sail Away", chiarisce ulteriormente che la grandeur non è un colore accessorio della tavolozza della band. I due pilastri della formazione, il cantante/chitarrista Daniel Andersson e il bassista/tastierista Stefan Olofsson, hanno scoperto come sfruttarla per sposare ricercatezza e orecchiabilità.
Sono, insomma, songwriter scafati nel senso più yacht rock del termine: eleganti, a loro agio nel mare calmo, ma con quel tocco che, al momento giusto, è capace di smuovere le acque.

Tracklist

  1. Streets of Stockholm
  2. Waiting for the Right Words
  3. Beyond the Waking World
  4. Marina Town
  5. Lonely Road
  6. I Can’t Figure Out This Love
  7. Echoes of You
  8. On and On
  9. Summer Cloud

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