Per William Basinski il tempo non scorre linearmente. Anche questo suo nuovo compact disc nasce dal ritrovamento di vecchi nastri registrati ventisette anni fa. Supporti magnetici oggi restaurati con l’ausilio di tecnologie audio-informatiche. E per confondere meglio la percezione dello spazio-tempo, questa volta Basinski ha inserito nella scaletta un brano completamente nuovo, costruito però sulle stesse idee che hanno inspirato i loop registrati a New York il 29 settembre del 1982 (da qui il titolo del disco). Il suono di “92982” si sgretola, ma non si disintegra, come accaduto alla sua ormai celeberrima serie di loops. La malinconia invece è quella dei migliori lavori del musicista americano.
Con la sua musica Basinski descrive gli spazi: esteriori e interiori. Bastano pochi istanti e “92982.1” proietta l’ascoltatore in un ambiente ovattato i cui confini si perdono ogni volta che si cerca di metterli a fuoco. Un loop placido e bucolico costruito su note di pianoforte e archi si ripete apparentemente identico per quattro minuti e trenta secondi, momento in cui un cambio di fase apre una parentesi lunga quasi un minuto di sospensione a gravità zero. E’ l’essenza dell’arte di Basinski, capace di rappresentare con minime variazioni il suo universo musicale.
Sulla successiva “92982.2” dietro un fragile loop in decadimento si sentono in sottofondo i suoni di un temporale, di un elicottero e più avanti di un’ambulanza. Segnali di vita entrati da qualche finestra durante le registrazioni della musica. Particolari che aggiungono profondità all’immagine. Un senso del racconto sempre presente nelle composizioni di Basinski. La terza traccia in scaletta (“92982.4”) è la versione estesa di una composizione già apparsa sull’album “Variations: A Movement In Chrome Primitive”, pubblicato nel 2004 da Die Stadt e Durtro.
Il disco si chiude con lo stesso tema con cui è cominciato: “92982.3” è la nuova versione di “92982.1” registrata nel febbraio del 2009 da Basinski a Los Angeles. Più che a una reprise il brano fa pensare a un cortocircuito spazio-temporale: è come se Basinski avesse scardinato le regole del tempo e fosse in grado di far viaggiare il suono lungo i percorsi della sua esistenza.
15/06/2009
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