KIM EDGAR - Butterflies And Broken Glass

2008 (Quietly fantastic)
folk-pop

La presenza delle donne nel rock è sempre più rilevante, grazie allo sdoganamento avvenuto negli anni ’80 con una ricca e variegata proposta di musica al femminile. Patti Smith, Diamanda Galas, Elisabeth Fraser, Kate Bush, P J Harvey sono solo alcuni esempi di grandi protagoniste della musica rock degli ultimi venti anni fuori dalla stereotipo della cantautrice folk e pop, ovviamente l’attitudine più poetica delle autrici femminili ha comunque dato origine a una clonazione imponente di novelle Joni Mitchell, molte punte di diamante (Victoria Williams, Suzanne Vega, Aimee Mann…) ma anche un infinità di cantautrici senza molta personalità.

Non è il caso di Kim Edgar che giunge all’esordio dopo aver vinto nel 2006 una gara tra scrittrici esordienti, il suo “Butterflies And Broken Glass” è un album che convince, pur tra gli inevitabili stereotipi del cantautorato folk-rock.

Pianista dalla tecnica elaborata e raffinata, Kim predilige atmosfere molto intimistiche e autunnali, tranne nella pop-ballad “Red”, un brano inutile e fuorviante, che apre l’album; per fortuna già le successive “Just Outside The Door” e “House On The Hill” definiscono lo stile dell’autrice con autorevolezza.

Pur non rinunciando ai canoni folk scozzesi, l’autrice dimostra ammirazione per artiste come Carole King, da cui estrapola un suono pianistico grintoso e armonico, e Kate Bush, da cui attinge un romanticismo senza melassa, il tutto avvolto da una scrittura elaborata dai profili classici e folk, che rende gradevole l’ascolto di un album non immediato ma raffinato.

Kim rende omaggio anche al grande conterraneo Robert Burns, che ha ispirato una generazione di folksinger mettendo in musica la sua “The Ronnie Lad” con sparute e intense note di piano e una prestazione vocale decisa.

Alcuni collaboratori d’eccezione arricchiscono il suo scripting, dalla bravissima Emma Pollock (co-autrice della succitata “House On The Hill”) all’ex-Squeeze Chris Difford, che firma la delicata “Do You Feel Love”.

Ovviamente non tutto brilla per originalità, ma l’album non insegue i canoni del pop e contiene alcune piccole gemme come la piece di folk orchestrale “Heavy Skies” e la malinconica “Climber”, dall’incantevole arrangiamento per basso e french horn (Fergus Kerr), e infine la sontuosa “Cinderella’s Slipper”.

“Butterflies And Broken Glass” è un disco che, pur convincendo solo in parte, nella sua modestia porta alla luce un talento prezioso che, se non cederà alle lusinghe della pop music, avrà un posto di rilievo nella nuova musica folk scozzese.

16/01/2009

Tracklist

  1. 1. Red
  2. 2. Just Outside Your Door
  3. 3. House On The Hil l/ Heavy Skies
  4. 4. Cinderella’s Slipper
  5. 5. Do You Feel Loved?
  6. 6. The Bonnie Lad
  7. 7. Scissors, Paper, Stone
  8. 8. Climber
  9. 9. The Majesty Of Decay

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