Neon Indian

Psychic Chasms

2009 (Lefse) | hypnagogic pop, dream-beat

L’illusione ipnagogica è un’esperienza a cui molti artisti devono un’intera carriera. E' stata creata artificialmente in passato, mediante lunghi digiuni e potenti allucinogeni. Attraverso di essa la mente raggiunge poderosi picchi di creatività. Potremo definirla come la quintessenza dell’ispirazione, laddove la fantasia assume caratteri alieni e/o alienati e la realtà va a farsi un attimo benedire.
E così, a qualcuno è venuto bene in mente di etichettare un’intera cerchia di musicisti, per lo più statunitensi e legati ai circoli glo-fi, ricorrendo proprio allo stato ipnagogico. Insomma, è giunta l’ora di sobbarcarci l’ennesimo hype, degna chiusura di un decennio caratterizzato nella sua seconda metà dal ripescaggio selvaggio di suoni analogici anni Ottanta, del synth-pop più becero e finanche dell’italodisco più kitsch. Una lenta metamorfosi che nasce dall’esigenza di agglomerare cazzeggio elettronico, malinconia da videogame e visionarietà sintetica in un’unica soluzione, condivisa rigorosamente a bassissima fedeltà. Ovviamente, non possiamo che prendere tale definizione con le molle, e giocarci un po’ su, considerata la vastità, ma soprattutto la disomogeneità stilistica dei papabili “ipnagogi”.

Nella più totale confusione, spuntano a valanga i vari Washed Out, Memory Tapes, Teengirl Fantasy, Nite Jewel, senza contare le produzioni che hanno sancito il ritorno, seppur strettamente circonciso, della musicassetta, simbolo incontrastato della produzione sonora “domestica” (e non solo) e della diversificazione odierna dalla diffusione digitale. In tutto questo marasma, Alan Palomo (Austin, Texas) è l’"ipnagogo" pop che si nasconde dietro il moniker Neon Indian, progetto musicale sorretto visivamente dall’arte creativa di Alicia Scardetta, video-artista di Brooklyn.

Il primo disco del videogamer di Austin, “Psychic Chasms”, è tutta una festa di manipolazioni giocattolo, di pattume dancey, di sample stellari e di registrazioni Sega (!). Non a caso, il progetto parallelo di Palomo, denominato “Vega”, prende spunto dalla celeberrima azienda giapponese. Un’idolatria che trova origine nella primissima adolescenza e che devasta ancora oggi la fantasia del giovane manipolatore texano. In tal senso, le tastierine spacey di “Mind, Drips” riconducono alle vibrazioni magnetiche dei primi giochi olografici. Gradualmente, vengono estratti motivetti gommosi, incastonati a meraviglia da un beat solare, luminosissimo.

L’evoluzione fantasmagorica di “Deadbeat Summer” punta dritto al cuore: ritmica sfasata, groviglio di pullulazioni synth-pop atrofizzate, bassi smorzati. “Laughing Gas” va ancora oltre, prendendosi gioco di tutto e tutti con le sue risatine infantili e quel suo andazzo orgogliosamente birichino. “6669” richiama gli Underworld più morbidi, magari messi a suonare in uno scantinato e privati della proverbiale pignoleria produttiva.

“Should Have Taken Acid With You” è il sogno a occhi aperti di un ragazzo che non vuole più crescere, che si addormenta ogni sera con il joystick tra le mani, circondato dai ricordi di un’estate appesi al muro. I campionamenti cristallizzati e plasticosi della title track splendono di luce propria, mentre “Local Joke” scherza fin troppo, girando come una trottola, imbastendo una danza di pulsazioni favolistiche e fuochi artificiali digitalizzati ad hoc. In coda, il cataclisma dance-rock di “Ephemeral Artery” farebbe invidia al Guy Manuel De Homem-Christo produttore e sancisce di fatto le potenzialità ancora nascoste di questo brillante contorsionista elettronico.

Come in ogni partita al videogame che si rispetti, ci sono diversi crediti da gestire nel tempo. L’augurio è che l’hypnagogic pop e Alan Palomo non muoiano sotto i colpi dei primi mostri da combattere. Di questi tempi, il fatidico “Game Over” è dietro l’angolo.

(30/10/2009)



  • Tracklist
  1. (AM)
  2. Deadbeat Summer
  3. Laughing Gas
  4. Terminally Chill
  5. (If I Knew I'd Tell You)
  6. 6669 (I Don't Know If You Know)
  7. Should Have Taken Acid With You
  8. Mind, Drips
  9. Psychic Chasms
  10. Local Joke
  11. Ephemeral Artery
  12. 7000 (Reprise)
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