Andrew Wyatt

Descender

2013 (Downtown / Cooperative / Universal) | baroque-pop, orchestral pop

È come muovere una nave immensa, non sopporta le decisioni dell’ultimo minuto, tutto deve essere anticipato di molto. Molto diversa da una band rock, che è infinitamente più basata sull’improvvisazione, e manovrabile. A causa della mia sottostima di questo, abbiamo avuto quasi un paio di Costa Concordia lungo il tragitto.
(
Andrew Wyatt, sulla collaborazione con la Filarmonica di Praga)

Dagli attriti più grandi nascono grandi svolte, nella vita personale e dell’umanità intera. Grandi almeno quanto quella intrapresa da Andrew Wyatt, prima frontman nei Miike Snow, nuova sensazione del synth-pop anni Zero, e oggi alle prese con un disco di pop orchestrale che attinge a piene mani da Bacharach, da McCartney ("There Is A Spring"), per arrivare fino a Villagers (“In Paris They Know How To Build A Monument”) e Grizzly Bear. Ospitate illustri: Anthony Rossomondo dei Libertines e Brad Traux, già negli Interpol.

Ed è così che una indie-star, con poche semplici mosse, confeziona un disco, “Descender”, che può essere annoverato tra i musical dei più classici: c’è l’avventura coreografica di “She’s Changed”, il florilegio di soul orchestrale di “Harlem Boyzz”, ma soprattutto le acrobazie melodiche (ma centrate) della breve e pirotecnica “Cluster Subs”, e la ballata al pianoforte “It Won’t Let You Go” che, da pensoso incedere Young-iano, si invola per vertigini inesplorate.
Lo stupore barocco regna sovrano, con grande uso di soluzioni sceniche, ma la scrittura è solida, come dimostra il groove di “And Septimus...”, e guida con mano sicura il timone del disco, insieme all’idea generale, incredibilmente coerente per uno alle prime armi con un disco di questo tipo.

L’introduzione epic sci-fi (“Horse Latitudes”) si dimostra infine solo uno specchietto per le allodole – insieme alla title track dronica – per il pubblico indipendente, che in realtà sta per essere risucchiato in un enigmatico ma riconoscibilissimo mondo di rampicanti e fantasmi in vestito da sera.

(23/04/2013)



  • Tracklist
1. Horse Latitudes
2. Harlem Boyzz
3. Cluster Subs
4. She’s Changed
5. And Septimus…
6. It Won’t Let You Go
7. Descender (Death of 1000 Cuts)
8. In Paris They Know How to Build a Monument
9. There is a Spring


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