Dagger Moth

Dagger Moth

2013 (Psicolabel) | songwriter, alt-rock

Esaurita la breve ma significativa parabola dei Pazi Mine, nell'autunno del 2011 Sara Ardizzoni ha capito che i tempi erano ormai maturi per provare a intraprendere la strada solista, adottando così lo pseudonimo Dagger Moth. Forte di una manciata di brani scritti negli anni e fino ad allora tenuti nel cassetto, la cantante e chitarrista ferrarese si è prodigata nel riarrangiarli e, al contempo, affiancarli a ulteriori canzoni nuove di zecca.
Le composizioni dell’album sono così eseguite dall’autrice più una schiera di ospiti illustri. Uno stile minimale e riconoscibile, quello di Dagger Moth, a fronte di una serie di brani che esplorano diversi ambiti musicali, tra arpeggi ossessivi, distorsioni taglienti e un uso centellinato ed essenziale dell'elettronica. Con questo disco d’esordio solista l’artista emiliana smette i panni di rocker e indossa quelli di musa poetante.

La “Out Of Shot” di apertura, confezionata in una perfetta, elegante cantilena in rima Cat Power-iana, la cantata nudamente acustica di “Mono No Aware”, che procede per tensioni vocali e armoniche (l’aggrovigliato fingerpicking che ne fa da sottofondo), e l’alienata folktronica per base lo-fi e arpeggi folk-blues di “Narcissues”, sono assaggi del suo talento.
In realtà ogni brano sembra seminare nuovi generi su terreni alieni. Le invocazioni gelide alla Nico di “Ghost” sono spezzettate via via in un pulsare cosmico glitch, riff hard-rock gotici e gocce elettroniche di levità neoclassica. Ardizzoni fa il paio con le profondità siderali di Soap&Skin. In “Crushed Velvet” interferenze galattiche sovrastano e dissezionano perpetuamente un lied per arpeggi e tocchi di piano e tastiere, un'introduzione straziante per un canto non meno depresso, sorta di traduzione femminile di Mark Kozelek.
Le gravi scosse elettroniche e i vagiti siderali che sottendono a “Rust” rendono extraterrestre una tranquilla ballata folkish. Due minuti di manipolazioni maniacali in coda a “Mind the Gap” aggiungono spessore psichedelico a uno psicodramma noise-rock.

La lunga “Autumn Solo” fa storia a sé. Un drone celestiale traviato si fa inferno urlante, ma presto scompare per dare spazio al recitativo della cantante, accompagnata da una chitarra raminga che si produce in brevi siparietti, quindi una valanga di elettronica e distorsori divora tutto imponendo una sequela di accordi free-form, rievocando l’assolo dell’incipit. L’equilibrio tra parole e musica, in questa pièce, non potrebbe essere più mirato. “Wisteria Blues”, altra colonna portante dell’opera, è un concerto Jimi Hendrix-iano di timbri cromatici di chitarra stratificati, e febbrilmente impastati all’unisono con la sua voce, che spesso fa detonare in cacofonie acid-rock rimbombanti nel vuoto.
I martiri elettronici di “Deadwood”, che manipolano tanto i loop di chitarra quanto le vocali del canto quanto un battito industriale, raccolgono e ripropongono la sapienza di questi brani in formato rimpicciolito.

Da un semilavorato di una trentina di canzoni, il cui setaccio è stato affidato ai live, affrontati con il solo ausilio di voce, chitarra e loop station, e forte della lunga militanza in ambito noise-rock, Ardizzoni dà vita a un disco complesso, nei meccanismi che lo compongono, e allo stesso tempo alleggerito di orpelli inutili, iperrealista nelle emozioni ed espressionista nella calligrafia. Registrato in parte al Chicoi Recording Studio di Bassano del Grappa, in parte tra le mura domestiche con l'importante contributo del concittadino Giorgio Canali, co-produttore con la personale Psicolabel, impreziosito dal synth e dal basso di Joe Lally, anche seconda voce in “Out Of Shot”, le tastiere di Alfonso Santimone (East Rodeo, Collettivo Gallo Rojo) che aggiungono profondità a “Crushed Velvet”, dal beat di Luca Bottigliero (Mesmerico, One Dimensional Man, Lucertulas) che accompagna “Deadwood”, e lo stesso Canali che la affianca nel ritornello di “Mind The Gap”. Artwork di Davide Pedriali.

(17/04/2013)

  • Tracklist
  1. Out Of Shot
  2. Ghost
  3. Crushed Velvet
  4. Mono No Aware
  5. Autumn Solo
  6. Deadwood
  7. Wisteria Blues
  8. Narcissues
  9. The Log Lady
  10. Rust
  11. Nodi
  12. Mind The Gap
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