Purson

The Circle & The Blue Door

2013 (Rise Above) | folk-prog-metal

I Purson nascono da un incontro di due persone innamorate della musica anni 70: lei, Rosalie Cunningham, fan di Beatles, Faces, Slade, Led Zeppelin e David Bowie; lui, Ed Turner, multistrumentista dotato di un rilevante bagaglio di esperienze.
L’esordio dela band, “The Circle & The Blue Door”, si edifica sulle ceneri della loro storia d’amore: il carattere complesso e imprevedibile di Turner lo porta lontano dal progetto, che abbandona rifugiandosi in Galles. Chiamati alcuni amici d’infanzia (Sam Shove e George Hudson) Rosalie mette insieme la sua band, forte di un repertorio realizzato insieme al suo ex-compagno.

Nel ricco e confusionario mondo del new-prog-metal e delle sue diramazioni dark, thrash, deathcore, doom, gothic, e chi più ne ha più ne metta, si attende da anni il nuovo Messia, ovvero la band capace di ridare impulso a un caotico e creativo insieme di energia e abilità strumentale. Senza dubbio i Purson hanno buone credenziali per essere protagonisti del rinnovamento: il loro è un album importante, destinato a rigenerare in parte l’entusiasmo dei fan del classic-rock, appena turbati dal ritorno dei Black Sabbath e dai segnali di cambiamento dei Deep Purple.
La band abbraccia però il mondo hard-rock e progressive da una prospettiva folk e glam che dona un'originalità e delle nuance che evocano lo spirito naif dei primi King Crimson. Si ascoltino, a conferma di quanto detto, “Tempest And The Tide”, una ballad dall’atmosfera leggermente psichedelica che il gruppo trascina abilmente dal prog-folk al dark-gothic, e le soluzioni armoniche barocche del valzer di "Rocking Horse” che, adagiate su un mantello di sonorità elettroacustiche, restano in solenne attesa di una svolta rock.

Senza alcun dubbio, la Rise Above Records ha messo in atto tutte le strategie per creare il culto. Le aste di eBay dei vinili limited edition, l’immagine austera e gotica, il mistero sul loro passato: sono tutti elementi che possono indurre a credere a un fenomeno costruito a tavolino, ma la qualità di una metà delle canzoni annulla qualsiasi scetticismo. L’equilibrio tra folk e hard-prog può però a volte sembrare claudicante, e infatti la catarsi malinconica folk-gothic di "Sailor’s Wife’s Lament” smorza la tensione, concedendo un attimo di tregua all'ascoltatore; è quasi un passo incerto in un album sempre ricco di pregevoli spunti.
Rosalie Cunningham dà vita comunque ad alcune pagine molto originali, introducendo bizzarre cadenze rock’n’roll e soluzioni teatrali che da David Bowie a Peter Gabriel hanno caratterizzato la scena inglese. “Spiderwood Farm”, coi suoi riff taglienti e le onde cicliche di tastiere e basso, si candida istantaneamente come una delle canzoni più originali del rock targato 2013.

L’anima doom-metal esce prepotentemente fuori attraverso l’ibridazione con psichedelia e rock’n’roll garage, senza disdegnare la lezione ritmica del punk, mentre l’organo e i riff provocano un'estasi ciclica che ama folk-pagano e vaudeville in una forma esplorata dai primi Deep Purple, ma mai trascinata verso queste lande sonore.
La voce di Rosalie nelle undici tracce dell'album cambia poi abilmente registro, dapprima immergendosi nel blues e nell’hard-rock di “The Contract”, citando Atomic Rooster e Colosseum, poi affondando con brio nel vorticoso wall of sound di "Leaning On A Bear", dove glam, boogie e prog danno vita a un inatteso guizzo pop.

“The Circle & The Blue Door” è un album che, pur inserito in un movimento molto conservatore e fan-addicted, ha in verità tutte le credenziali per strappare più di un applauso all’incauto fruitore: il misurato hard-blues di "Mavericks And Mystics" e l’inarrestabile fluido prog di “Well Spoiled Machine” sono l’ennesimo frutto di una creatività che si può percepire in tutto il progetto, mentre il mistero che anima le pagine finali di "Tragic Catastrophe" e le intense flessioni vocali barocche e i preziosi arpeggi strumentali che caratterizzano l''intero album, suonano sempre freschi e piacevolmente arcaici.
La musica dei Purson può non essere la cup of tea di molti, ma non va confusa con le derive vintage post-belliche della speculazione prog-metal, né con l’eccessivo infantilismo di band come gli Anvil: qui albergano le pulsioni più nobili di un suono radicato nella cultura rock collettiva.

(23/06/2013)



  • Tracklist
  1. Wake Up Sleepy Head
  2. The Contract 
  3. Spiderwood Farm 
  4. Sailor’s Wife’s Lament
  5. Leaning On A Bear
  6. Tempest And The Tide 
  7. Mavericks And Mystics
  8. Well Spoiled Machine
  9. Sapphire Ward
  10. Rocking Horse
  11. Tragic Catastrophe
Purson on web


Questo sito utilizza cookie tecnici (propri o di terze parti) per monitorare l'esperienza di navigazione degli utenti
Cliccando sul pulsante Continua si autorizza l'utilizzo dei cookie su questo sito. Clicca qui per avere ulteriori informazioni sui cookie.