Andrea Schroeder

Where The Wild Oceans End

2014 (Glitterhouse Records) | songwriter

La sensazione che si prova ascoltando “Where The Wild Oceans End”, il secondo disco della cantante e poetessa tedesca Andrea Schroeder, è quella di fare un tuffo nel passato. Un passato sospeso tra l’atmosfera retrò della Berlino anni Trenta e quella decadente e sfocata degli anni Settanta. Il disco segue il fortunato esordio di “Blackbird” del 2012, ed è stato registrato presso i gloriosi Hansa Studios dove capolavori come “Low” e “Heroes” di Bowie hanno visto la luce. Jesper Lehmkuhl è, ancora una volta, il co-autore dei brani (assieme alla stessa Schroeder) e Chris Eckman (già membro dei Walkabouts) il produttore. L’effetto sinergico tra questi tre artisti è la carta vincente dell’album.

“Where The Wild Oceans End” riflette anche l’energia e la grande coesione della band. Rispetto al disco precedente, gestito interamente dal duo Lehmkuhl/Schroeder, ogni musicista è stato coinvolto maggiormente alla composizione dei brani dando giovamento al sound finale del disco. Mentre le tematiche di “Blackbird” erano più intime e, per certi aspetti, più romantiche, “Where The Wild Oceans End” è un disco influenzato dalla magica atmosfera berlinese: “Berlino, ammette la stessa Schroeder, è una città in continuo mutamento dove la storia, le rovine, i ricordi si interfacciano con la modernità. Una città vera, reale dove la gente ti parla sinceramente senza bisogno di nascondersi dietro una maschera”.
Si rimane veramente colpiti dalla qualità compositiva di tutti i brani in scaletta. Una cosa quasi in controtendenza con le attuali logiche di mercato sempre più incentrate sulla vendita di un singolo brano o sulla sua fruizione in streaming. “Where The Wild Oceans End” è un’opera d’arte proprio come lo è una scultura. Un disco alla vecchia maniera, registrato con macchine esclusivamente analogiche. Il risultato è quello di un viaggio in atmosfere melanconiche che hanno lo stesso pathos di quelle evocate da artisti come Nick Cave, Leonard Cohen, Patti Smith e Nico.

La voce profonda e carismatica di Andrea domina la scena, rivestendo di sublime lirismo dark un tessuto sonoro a base di arpeggi ipnotici, distorsioni elettriche e arcate di violino che sono lì ad avvolgerci brano dopo brano. Basti ascoltare il trittico d’apertura composto da “Dead Man’s Eyes”, “Ghosts Of Berlin” e “Until The End”, oppure il crescendo elettrificato di “Where The Wild Oceans End” e, infine, l’energia dirompente di “Rattlesnake”.
Tra le dieci canzoni in scaletta, merita una particolare menzione “Helden”, affascinante rilettura in lingua tedesca dell’epocale “Heroes” del Duca Bianco. Il difficile esame è superato a pieni voti e la versione che ne scaturisce è così profonda e potente da sembrare, alla fine, una composizione della stessa Schroeder.
“Where The Wild Oceans End” è, a giudizio di chi scrive, uno dei dischi più importanti di questo 2014 e consacra la Schroeder come un’artista di primo piano nel panorama rock internazionale.

(05/04/2014)

  • Tracklist
  1. Dead Man’s Eyes
  2. Ghosts Of Berlin
  3. Until The End
  4. Helden
  5. Fireland
  6. The Spider
  7. Where The Wild Oceans End
  8. The Rattlesnake
  9. Summer Came To Say Goodbye
  10. Walk Into The Silence
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