Aphex Twin

Syro

2014 (Warp) | elettronica, aphex sound

Disclaimer

Viste e considerate un tot di polemiche uscite dopo alcune esternazioni del sottoscritto (in particolare sul forum del sito stesso) riguardo il fastidio provato nei confronti delle pratiche commerciali con cui Richard David James ha voluto promuovere "Syro", si è deciso di strutturare la recensione di uno dei dischi più attesi del nuovo millennio in tre parti. Il tutto in maniera tale da inquadrarlo da tre diverse prospettive, che tengano conto di una serie di elementi differenti e discordanti, a causa dei quali sarebbe stato impossibile e riduttivo, almeno per chi scrive, formulare un giudizio univoco e monodirezionale sull'album. Il voto numerico in alto è una media tra le valutazioni dalle singole prospettive*.

Syro, UN (nuovo) album di Aphex Twin

Aphex c'è mancato. Come un vecchio amico con cui eri abituato a condividere tutto che torna dopo un lungo viaggio. C'è mancato tanto il suo volto devastato dai divertissement dell'amico Chris Cunningham, ci sono mancati i titoli indecifrabili dei suoi brani, ci sono mancati i grotteschi scampoli di interviste e le tante voci su quel che fa e su come lo fa. Il tutto sostituito da tredici anni di fremente attesa, un po' meno se vogliamo considerare gli "Analord" e The Tuss (smettiamola di negarlo, è roba sua), ma comunque parecchio tempo senza capirci troppo. Perché Aphex è scomparso? Avrà terminato le cose da dire? Vorrà alimentare il suo mito giocando con l'alone di mistero che si è costruito negli anni? Sta osservando dalla finestra di casa quel che accade fuori e tentando di far sì che un suo eventuale ritorno non si isoli dal fatto che non siamo più nei 2000? Macché. Richard David James stava solo aspettando il momento giusto per tornare. E per farlo con un disco che è, semplicemente, quel che chiunque avrebbe voluto da lui. Un disco in cui fa Aphex Twin come se fossimo ancora ai tempi di “...I Care Because You Do” ma aggiungendoci qualcosa: perché “XMAS_EVET10 [thanaton3 mix]” potrebbe tranquillamente venire da quelle session, durante le quali però non si sarebbe mai sognato di usare il vocoder.
Aphex che faccia Aphex e che si diverta come ai bei vecchi tempi, ma magari con qualcosa di nuovo: e allora ecco “produk 29” che è un po' funky un po' aliena, un po' simpatica e un po' inquietante. Aphex che faccia Aphex non può prescindere dall'acido, ma visto che l'Aphex Acid l'ha fatto per anni, serve qualcosa di inedito: et voilà, subito pronta una veste 8-bit a rendere “CIRCLONT6A [syrobonkus mix]” qualcosa di più dell'ennesima “Peak”. Aphex che è sinonimo di frenesia, e come farsi mancare dunque un bel piatto coi fiocchi di drill'n'bass per palati fini servito su “s950tx16wasr10 [earth portal mix]” e mai scarnificato in passato come stavolta. Aphex aveva lasciato con “drukQs”, fra i cui momenti migliori c'erano sicuramente le sonate di piano preparato: ce n'è una anche qui, “aisatsana”, ma più che a John Cage sembra rifarsi ai momenti migliori della coppia Eno-Budd. C'è mancato Aphex, ed era proprio questo quel che rivolevamo: se stesso, con tutto quel che è stato e resta, senza che potesse sembrare un misero clone del suo passato. O no?

Syro, il NUOVO album di Aphex Twin

Aphex Twin torna. Ce lo fa sapere in pompa magna, con una megalomania pacchiana che non gli conoscevamo, facendo volare un dirigibile su Londra, roba che manco Jean Michel Jarre quando fa i concerti con più effetti speciali che musica. Lui, che i media li ha sempre rifiutati, ora li usa peggio dei Muse? Lui, che ha fatto del prendersi gioco dei media un'arte, oggi non sa fare di meglio che diffondere un leak falso? Lui, il genio imprevedibile, alle prese con quanto di più prevedibile ci possa essere? Non propriamente un modo incoraggiante di ripresentarsi sulle scene, dopo un silenzio lungo tredici anni e una serie (quelli sì, geniali e imprevedibili) di scherzi e burle (da The Tuss alla storia del ritorno impossibilitato per i diritti appartenenti alla ex moglie). Non regge nemmeno il paragone con l'ultimo Boards Of Canada, visto che il lancio in mezzo al deserto di “Tomorrow's Harvest” aveva una funzione artistico-percettiva e legata al concept del disco stesso prima ancora che una finalità pubblicitaria.
A questo punto ci si sarebbe aspettati, come minimo, che tutto questo fosse un'ennesima burla, che “Syro” non esistesse. Invece no, “Syro” c'è eccome ed è il nuovo album di Aphex Twin, il primo dopo 13 anni. Un evento che orde di appassionati di elettronica, di appassionati di musica, di non-appassionati e di gente che di Aphex Twin conosce a malapena il logo aspettava da anni. Senza forse nemmeno un perché, senza pensare che l'altalenante “drukQs” aveva fatto suonare un campanello d'allarme piuttosto chiaro, sufficiente da solo a dare la migliore delle spiegazioni sul prolungato silenzio di Mr. James. Beh, cosa c'è in “Syro”? Niente più dell'Aphex Twin che conosciamo a memoria, orientato un po' dalle parti di “...I Care Because You Do” un po' da quelle degli "Analord" e che ha pensato bene di dare una sgrassata ai suoi suoni e ai suoi ritmi, lasciando solo lo scheletro bello in vista. Ci sono quei titoli impronunciabili e incomprensibili che hanno fatto il loro tempo, ci sono quei mischioni di melodie (che non hanno più la presa di un tempo) e acidi che sono gli stessi da vent'anni. E tutto questo funziona finché il rifugio è la nostalgia (“4 bit 9d api+e+6”) mentre fa acqua ovunque quando si cerca l'evasione, come nell'inutile e artificiosa “180db_”, nel frammento dada di “fz pseudotimestretch+e+3” e nel “solito” contrasto tra cori angelici e corrosione di “CIRCLONT14 [shrymoming mix] ”. L'inchino al mondo dei mass media si può pure perdonare, un ritorno dopo tredici anni di silenzio con un disco che sembra pescato dagli archivi impolverati del '94, anche no.

Syro, IL nuovo album di Aphex Twin

Aphex Twin si riaffaccia alla finestra della musica elettronica proprio mentre quest'ultima si sta sviluppando in un'inedita molteplicità di direzioni, proprio quando non si riesce a trovare capostipiti o fenomeni di massa, proprio quando l'underground si riempie di una parola nuova o quasi al giorno e il classico si divide tra chi si fa riscoprire/cerca la fuga in svariate direzioni (house) e chi si rinchiude a riccio nelle proprie, indistruttibili certezze (techno). Aphex Twin si riaffaccia proprio quando ovunque si sente la sua eredità, il maestro torna nel momento in cui pure i giovani più distanti da quel che lui rappresenta sanno in cuor loro di essere, per una parte infinitesimale, suoi discepoli. Torna dimostrando una certa dose di coraggio, che in realtà è sfacciataggine (ma ci piace comunque lodare il suo risvolto coraggioso): torna nel momento in cui forse sarebbe convenuto non tornare, vivere nel mito del mistero poggiato su una manciata di capolavori che restano fra le basi indiscutibili dell'elettronica contemporanea, lasciare perdere dirigibili su Londra, link al deep web, falsi leak e graffiti a Manhattan.
Nossignore, Richard David James si ributta nel marasma e lo fa con il fare di chi non ha niente da dimostrare a nessuno, di chi non ha nemmeno troppa voglia di rimettersi in gioco, ma vuole solo dimostrare in maniera quasi perversa che il suo è un suono capace di fare la differenza anche vent'anni dopo il periodo d'oro della cosiddetta idm. E come dargli torto, di fronte a prodezze del calibro di una “syro u473t8+e [piezoluminescence mix]”, praticamente un paradigma che contiene al suo interno gran parte dei suoni che caratterizzano, in misura variabile, le produzioni più sofisticate della techno odierna. Il suo Verbo, che fino a “Syro” non era mai stato tale per davvero, ha ora finalmente una testimonianza complessiva e rappresentativa di gran parte delle sue mille sfaccettature, che abbatte le barriere temporali e si colloca nella contemporaneità. E lo fa suon di giocosi miracoli come “PAPAT4 [pineal mix]”, di saggi magniloquenti come la lunga “MARCHROMT30A edit 2b 96” offerta solo al mercato giapponese in forma di bonus track, e di ordinari quanto lussuosi restauri come quella “minipops 67 [source field mix]” scelta per lanciare il tutto, sulla quale James si improvvisa pure vocalist. Ci sono voluti tredici anni per avere un glossario dell'Aphex sound, ma ne è valsa la pena.

* I singoli voti sono rispettivamente: 6,5, 5 e 7

(04/10/2014)

  • Tracklist
  1. minipops 67 [120.2][source field mix]
  2. XMAS_EVET10 [120][thanaton3 mix]
  3. produk 29 [101]
  4. 4 bit 9d api+e+6 [126.26]
  5. 180db_ [130]
  6. CIRCLONT6A [141.98][syrobonkus mix]
  7. fz pseudotimestretch+e+3 [138.85]
  8. CIRCLONT14 [152.97][shrymoming mix]
  9. syro u473t8+e [141.98][piezoluminescence mix]
  10. PAPAT4 [155][pineal mix]
  11. s950tx16wasr10 [163.97][earth portal mix]
  12. aisatsana [102]
  13. MARCHROMT30A edit 2b 96 [104.98] (Bonus track nell'edizione giapponese)
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