Gerard Way

Hesitant Alien

2014 (Reprise) | noise-pop

Giacca blu elettrico, capelli rossi come ormai stabilmente dai tempi di “Danger Days”, forse meno spettinati, più composti, e una posa obliqua che ricorda il Bowie di “Heroes”. E’ un Gerard Way riconoscibile, ma profondamente diverso, quello che si presenta sulla copertina di “Hesitant Alien”. Smessi i panni di idolo adolescenziale, ribelle e scapigliato, l’ex-frontman dei My Chemical Romance approda musicalmente, e nella vita, alla sua fase adulta. Del resto lo scioglimento di una macchina efficiente quale quella che ha fatto vendere ai MCR milioni di copie si spiega solo col non trovarsi più in certe vesti, a impersonare una certa maschera. Per quanto coinvolto possa essere stato nel progetto, il peso dei 37 anni si fa sentire.

Poco male, comunque, perché se l’avventura dei My Chemical Romance si è conclusa con un disco che in ultima analisi ha dato nuova linfa al loro suono, l’esperienza solista di Way riparte proprio da qui: da quell’infatuazione per il britpop che in tempi non remoti aveva spinto lo stesso a coverizzare “Common People” dei Pulp, brano i cui influssi sono evidenti in vari episodi di questo “Hesitant Alien”. A partire dal singolo “No Shows”, coi suoi deliziosi coretti, la voce filtrata che fa tanto anni Novanta, senza comunque risultare fuori tempo massimo. Anzi, la produzione è su livelli di grande cura, e trova una felice sintesi tra indie e mainstream (anche se su quest’ultimo livello il disco non sembra poter regalare grandi consensi, troppo ampio lo scarto in termini di immagine coi MCR).

Quanto poco questo lavoro si interessi del grande pubblico è reso evidente dal pezzo di apertura “The Bureau”, il contrario di quello che si dice “formato-canzone”: ritmo barcollante, melodia spaesata, tra glam e post-punk, il tutto in due minuti e mezzo a dir poco dissonanti. Più familiare e diretta, “Action Cat” svela un power-pop immediato ma non banale, merito di melodia di ottima presa e coinvolgimento emotivo con climax finale (“Do you miss me? ‘Cause I miss you so”). Per una lieve caduta di tono (“Brother”), c’è un siluro spudoratamente brit con dissonanze vocali di ogni tipo (“Juarez”). “Drugstore Perfume” è la ballata più riuscita della raccolta, aperta a spazi immensi, tra riverberi di chitarra e gate-drum. La definitiva intersezione tra glam e britpop è realizzata da “Get The Gang Together”, in odore Mansun di “Attack Of The Grey Lantern”.

Il coming-of-age di Gerard Way suona naturale e per nulla imbolsito: libero ormai dalla pressione di dover rendere conto di una nuova rock-opera a un grande pubblico, può dare libero sfogo alla sua verve creativa, reinventandosi con melodie che gli calzano benissimo. C’è un modo di veicolare gioia e brio che risulta estraneo al modus operandi dei My Chemical Romance. E può anche concedersi una produzione piena di fuzz e feedback, riducendo a zero gli orpelli barocchi dei dischi della sua ex-band. Alcuni passaggi, ad esempio, ricordano certo noise-pop anni Novanta, con tutto il loro bagaglio di spensieratezza e vitalità. Scelte coraggiose, forse poco coese, che sicuramente non gli garantiranno il successo commerciale, ma si spera possano quantomeno ridurre quel gap generazionale che gli ha occluso la stima di una larga fetta del pubblico indie più snob.

Ascoltando “Hesitant Alien”, è evidente come i criteri che hanno permesso a molti ascoltatori di bocciare facilmente i My Chemical Romance non siano più applicabili a questa nuova veste solista del loro frontman. Provare per credere.

(31/10/2014)



  • Tracklist
  1. The Bureau
  2. Action Cat
  3. No Shows
  4. Brother
  5. Millions
  6. Zero Zero
  7. Juarez
  8. Drugstore Perfume
  9. Get The Gang Together
  10. How It's Going To Be
  11. Maya The Psychic
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