L.A. Salami

The Prelude

2014 (Camouflage) | songwriter, urban-folk

No, non viene da Los Angeles. L. A. sono le iniziali del suo nome, Lookman Adekunle. E soprattutto, non è un salame; magro allampanato, jeans a sigaretta, espressione trasandata ma furba, sembra la versione afro di Lupin. L'ho incrociato per puro caso una sera qualche mese fa, ero andato a vedere l'electro-soulsinger Young & Sick esibirsi - a gratis - in un pub nell'est di Londra. Non potrebbero far musica più diversa se lo volessero, ma L.A. Salami era lì con la sua chitarra ad aprire lo show, e con buona pace del pur bravissimo Nick, è stato lui la vera emozione della serata. Appena finito il suo set è scappato di corsa perché pare fosse in ritardo per il turno al bar dove lavora - questo per dare un'idea dell'indotto che ancora gira intorno a lui. Suona da anni in ogni posto immaginabile (inclusa la stazione di St. Pancras), ma ultimamente le cose si stanno smuovendo un po', prima grazie ad alcune date in supporto alla ben più famosa Lianne La Havas, poi aiutato dalla Burberry che l'ha selezionato (e rivestito) per le sessioni Burberry Acoustic.

Quello che fa, comunque, non ha davvero niente di modaiolo o stagionale. L.A. Salami è l'ultima frontiera del cantastorie urbano: romanticamente innamorato dei grandi del passato - è lui stesso a nominare, con ironia, sia Il Menestrello per eccellenza che Otis Redding - ma anche dannatamente invischiato nella realtà in cui è cresciuto, ovvero a strascico per una Londra in costante movimento. Si è quindi tramutato in un acutissimo osservatore dell'animo umano, che mette mano alla chitarra per dar voce alle sue turbe più personali ed esprimere i suoi sogni, oppure raccontare le storie di chi gli passa attorno (come la dolcissima "Jianni's From Australia (She'll Get By Fine)". La veste esclusivamente acustica della sua musica lo mette su una carreggiata parallela, ma il suo malessere genuinamente pungente, e il suo charme da giovinastro scanzonato ma inquisitore, appartengono alla stessa generazione che ci ha dato i lamenti etilici del primo Ghostpoet o le asprezze di King Krule.

I suoi testi sono provocatori, arguti e prosaici. L'allegoria va dall'amore al sesso occasionale al ritratto di una gioventù allo sbando, messa coraggiosamente a fare i conti con i pazienti maniacodepressivi in ospedale (nella cantilenante "Day To Day For 6 Days A Week"), oppure intrappolata in lavori di sopravvivenza (a chi sarà dedicata quella strofa su "Aristotles Ponders The Sound"? Forse alla manager del bar dove lavora?). Ma ci sono anche solari melodie che guardano all'indie-pop quali "The Scene" (sentite anche voi l'inflessione di Morrissey nella voce?), e i "Nazis On The Northern Line", oppure il polverio d'archi in dissolvenza di "Just Wasting Time (The Otis Redding Way)", malinconico quanto Nick Drake.
In tutta onestà, L.A. Salami non inventa niente di nuovo. Ci saranno centinaia di cantori voce/chitarra/armonica come lui. Però c'è qualcosa di innegabilmente emozionante nella sua musica, qualcosa che sa andare in profondità. Magari è nella limpidezza della sua voce, nel modo gentile di pizzicare la chitarra o nella forte cadenza londinese della sua parlata, ma come apre bocca e inizia a recitare i suoi versi il silenzio è d'obbligo.

Come ha raccontato recentemente in un'intervista a Drowned In Sound, L.A. Salami assicura che la sua arte è in movimento. Gli arrangiamenti più ricchi presenti su questo secondo Ep "The Prelude" sono anche un modo per trasportare gli ascoltatori verso territori meno torridi così, il giorno in cui metterà piede in uno studio di tutto punto, il risultato che ha in testa non sarà troppo alienante per chi già lo seguiva da tempo - sentitevi, a tal proposito, l'altrettanto bello ma più ruspante Ep "Another Shade Of Blue". Del resto, tra i suoi ascolti preferiti figura l'hip-hop di gente come Kendrik Lamar e J Dilla per cui il futuro potrebbe riservare una svolta urban non più solamente geografica. L'importante è che non si perda l'essenza della poesia che al momento riveste questi 9 bozzetti di cruda bellezza. Aspettando un vero e proprio Lp, non resta che mandare il più sentito degli "in bocca al lupo".

(03/07/2014)



  • Tracklist
  1. Nazis On The Northern Line
  2. Day To Day For 6 Days A Week
  3. Jianni's From Australia (She'll Get By Fine)
  4. Just Wasting Time (The Otis Redding Way)
  5. When The Poet Sings
  6. The Scene
  7. Deformation Days
  8. She Said Sorry
  9. Aristotles Ponders The Sound




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