Admiral Fallow

Tiny Rewards

2015 (Nettwerk) | pop, rock

C’è qualcosa  di nuovo nel mondo degli scozzesi Admiral Fallow, la band che, più di tutte, è riuscita a restaurare la forza e l’originalità di quella scuola pop che ha avuto i suoi eroi in Prefab Sprout, Deacon Blue, Blue Nile, Hue & Cry, Aztec Camera, Del Amitri, Lloyd Cole.
Sperimentando e sviluppando la personalità di ognuno dei musicisti, sottolineando più le differenze che le similitudini, la band affronta la maturità, modificando la struttura portante del suo sound, donando a “Tiny Rewards” una dimensione creativa più coesa.

Dopo la celebrazione dell’ardore giovanile, Louis Abbott abbraccia la logica della riflessione e del punto di vista altrui; a beneficiarne non sono solo i testi ma la musica tutta, con clarinetto, flauto, piano e fisarmonica coinvolti nella fase creativa delle canzoni, e non più semplici accessori d’abbellimento o di distinzione stilistica.
L’esperienza live con la Royal Scottish National Orchestra, in partnership con i Twilight Sad, ha messo le ali alle ambizioni artistiche del gruppo, e a questo si aggiunge la maggior influenza di Kevin Brolly, eccellente cuoco di chilli e clarinettista diplomato al Conservatorio Reale di Scozia, nonché collaboratore di King Creosote nel suo prezioso affresco sonoro “From Scotland With Love”.

Inclusi gli elementi folk e pop nella struttura, la musica degli Admiral Fallow ora flirta con loop, elettronica e pop-disco, amministrando con più consapevolezza gli elementi ritmici, senza forzarne l’epica e lasciando spazio a un lirismo meno immediato, ma più rimarchevole.
Per la prima volta la band non affida a una ballad l’apertura dell’album, coniugando in modo esemplare in “Easy As Breathing” le pulsioni dei precedenti capitoli, e le direttive di questa nuova avventura (da notare la citazione nel finale del pezzo di Feist “'The Bad In Each Other”).

Tutta l’operazione di rinnovamento creativo libera ancor di più la forza armonica, con un paio di singoli anticipatori di grande impatto: il breakout ritmico di “Evangeline” è una di quelle intuizioni destinate a lasciare il segno, con una continua alternanza di inserti strumentali minimali e raffinati, in cui la band affronta il tema della genitorialità con una poetica suggestiva e priva di luoghi comuni.
Ancor più imponente, “Holding The Strings” vede la band alle prese con i loop e una variabilità lirica che incanta e seduce ad ogni ascolto - Sarah Hayes scopre la stratificazione vocale e rinuncia in parte alle regole del canto, mentre la band omaggia i National nell’incalzante progressione ritmica. Molto bello il video, uno dei più rimarchevoli degli ultimi tempi.

“Tiny Rewards” evidenzia la maggior collettività della musica scozzese, che spesso si muove come un corpo unico, con i musicisti pronti a mettere in gioco esperienze comuni e visioni d’insieme più pregnanti. Se con “From Scotland With Love” King Creosote ha volto lo sguardo verso il passato, gli Admiral Fallow spostano l’asse sulla modernità e il futuro: una Scozia virata seppia con la stessa intensità di quella notturna e urbana dei Blue Nile. Non è un caso che la stessa Linn Records sia stata una delle prime a puntare sul gruppo scozzese, includendo l’esordio nel prestigioso catalogo digitale in alta risoluzione: l’intro di piano e keys di “Good Luck” e il post-modernismo delle alchimie ritmiche di “Building As Foreign” hanno molto in comune col glorioso passato di Buchanan e soci, anche nella raffinata citazione da dancefloor della seconda.

Ogni traccia si sviluppa su mutazioni armoniche e ritmiche mai prevedibili, ed è così che il loop ossessivo di “Happened In The Fall” viene stemperato da un romanticismo essenziale, mentre il piano diventa  a sua volta il loop di “Sunday”, l’episodio forse meno riuscito, ma sempre ricco di interessanti sviluppi strumentali (le tastiere in odore di folk e dark).
Non suoni curiosa l’ammirazione della band per Sufjan Stevens ostentata in “Salt”, infatti la ricerca delle radici folk resta sempre in primo piano, ed è prevedibile che l'elegiaco minimalismo di “Liquor And Milk” diventi uno dei punti di forza delle  loro esibizioni live.

Alla fine, rivoltando la loro musica come un calzino, la band non solo non perde le sue caratteristiche, ma le rafforza e le rende ancor più uniche e originali, la maggior attenzione che viene chiesta al pubblico è ampiamente ripagata, con canzoni che non sono strofa e ritornello, ma qualcosa di più elaborato: una musica pop capace di assimilare toni barocchi e scampoli di jazz nella conclusiva “Seeds”, di lambire la poesia in "Carousel" e di elevare l’humus con riff atipici e mai prevedibili come quelli di “Some Kind Of Life”, peraltro graziata da una splendida enfasi orchestrale.

“Tiny Rewards” è stranamente un disco nei cui testi prevalgono il dubbio e la paura, ma è proprio in questo farsi domande, e non aver risposte facili, la forza delle della loro nuova direzione sonora; il risultato finale pone gli Admiral Fallow non più alla corte di una lunga tradizione pop-rock scozzese, ma li scopre capofila di una nuova generazione di abili narratori della moderna Scozia.

(03/06/2015)



  • Tracklist
  1. Easy As Breathing
  2. Evangeline
  3. Happened In The Fall
  4. Good Luck
  5. Holding The Strings
  6. Sunday
  7. Building As Foreign
  8. Salt
  9. Some Kind Of Life
  10. Liquor and Milk
  11. Carousel
  12. Seeds


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