Exit North

Book Of Romance And Dust

2018 (autoproduzione) | art-rock, dream-pop

Anyway, Opiates: tracce di un flusso creativo che sembra aver finalmente trovato foce nel progetto Exit North, e da qui pronto a immettersi nell’immenso oceano della musica dei nostri tempi. Con “Book Of Romance And Dust” Thomas Feiner mette insieme i tasselli di una carriera artistica volutamente frammentaria, raccogliendo quelle energie coltivate nei sparuti progetti discografici che dal 1993 sono costante oggetto di attenzione da parte di fan ostinati e motivati.
Perfetta esegesi di quel romanticismo noir da vecchia Europa, l’esordio degli Exit North nasce sotto i migliori auspici creativi, con una formazione che oltre a due vecchie conoscenze di Feiner - il pianista Ulf Jansson e il produttore e multistrumentista Charles Storm - si avvale anche della presenza di Steve Jansen, ex-Japan nonché fratello del più celebre David Sylvian, che il musicista ha conosciuto nel 2017 durante le registrazioni dell’album “Slope”.

Nella monocromatica e gelida copertina, che cattura l’immagine di una barca a remi affondata in un lago ghiacciato, è racchiusa l’essenza della musica degli Exit North, priva di una ben definita dimensione temporale e fisica: impalpabile, minimale, cinematica, notturna. Thomas Feiner e compagni si avventurano in quella terra di mezzo che musicisti come Mark Hollis, Scott Walker e David Sylvian hanno marchiato a fuoco, a volte si muovono cauti come se volessero evitare di emulare nobili gesta passate, in alcuni frangenti abbozzano legami con un certo tipo di jazz sperimentale ed esoterico avvalendosi anche della preziosa collaborazione di Lars Danielsson, seminando emozioni e raccogliendo solitudine, in un processo fisico e cerebrale che ha i contorni della poesia e del romanticismo.

Sono sufficienti i cinque minuti e venti secondi di “Bested Bones” per cogliere in pieno l’atmosfera struggente e surreale dell’album degli Exit North, un brano che Feiner aveva già pubblicato nel 2012 e che qui riprende per omaggiare la memoria di Robbie Lloyd-Wilson, amico e musicista membro degli Autumn Chorus, scomparso nel 2016 e qui presente nei cori. Piano e double-bass incastrano poche note alla maniera dei Japan di “Nightporter”, per poi avvolgere pian piano archi, tastiere e la voce baritonale di Thomas Feiner che scava in quel solco che Scott Walker e Nick Cave hanno reso familiare.
Tutte le canzoni prendono spunto dal pianoforte di Ulf Jansson, che detta le linee guida sulle quali si adagiano un’infinità di spunti melodici mai oppressi da inutili orpelli, liberi di vagare tra echi ambient o tra delizie timbriche che evocano Jon Hassell (“Short Of One Dimension”), fino a toccare vertici di autentica bellezza nella mitteleuropea “Lesson In Doubt” (in un primo momento intitolata “The Russian”).
Gli Exit North hanno adoperato lo stesso schema dei Blue Nile di “Hats”, eliminando tutto ciò che c’era di superfluo; da qui nasce il fascino cinematico e notturno di “Sever Me” e “Spider”, e anche quando le canzoni sembrano prendere corpo, l’essenzialità degli arrangiamenti dona un fascino austero che sembra figlio di “Spirit Of Eden“ dei Talk Talk, preservando un’ascetica spiritualità anche quando la tensione ritmica sembra incalzante (“Passenger’s Wake”), o quando la melodia scende a compromessi con la frugalità (“Another Chance“).

Spetta comunque a “Losing” il compito di condensare tutte le ambizioni di un album raffinato e concettualmente intenso, è infatti in questi nove minuti che Feiner, Jansen, Storm e Jansson riescono a catturare tutta quella fragilità dell’animo umano che sembra essere il leit-motiv del progetto: le note di piano sono ridotte al minimo, il canto è tremulo, i suoni sono rarefatti, mentre la voce di Anna Bylund cattura un ultimo accenno di letizia, prima che il silenzio cali sulle solitarie e algide note.
“Book Of Romance And Dust” è il manifesto sonoro di quattro musicisti che sembrano essersi resi conto del tempo sprecato nel progettare quello che invece è per loro naturale e semplice, ovvero raccontare quella malinconia dell’anima che vive nell’incertezza e nel dubbio, in costante attesa di un effimero attimo di felicita che conforti la mente, e in questo gli Exit North non hanno oggi validi rivali.

(10/01/2019)



  • Tracklist
  1. Bested Bones
  2. Short Of One Dimension
  3. Sever Me
  4. Passenger's Wake
  5. North
  6. Lessons In Doubt
  7. Spider
  8. Losing
  9. Another Chance 
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