Soft Moon

Criminal

2018 (Sacred Bones) | post-punk, dark, industrial, ebm

Il quarto album di Luis Vasquez, in arte The Soft Moon, continua la svolta del precedente "Deeper" con un lavoro che spinge ancora di più l'acceleratore su una forma personale e mutante di post-punk, dark-shoegaze, ibridato con percussioni elettro-industrial Ebm, non lontano dai Nine Inch Nails più ispirati e tormentati dell'era "The Fragile". Il cantato di Vasquez, a differenza dei primi due album quasi interamente strumentali, qui ha molto più spazio per narrare la storia della sua difficile infanzia e gli abusi che ha subito da ragazzino. Infatti, "Criminal" continua a scavare nel profondo nelle paranoie metropolitane contemporanee con un sound sintetico, schizoide e distorto, ma il nuovo capitolo dell'epopea di The Soft Moon è soprattutto un disco autobiografico e una riflessione sul senso di colpa, sul dolore e sulla dipendenza.

Il primo brano, "Burn", ad esempio, è una canzone che evoca la perdita di controllo e la paura di bruciare all'inferno: "Eyes, reflecting the person that I am, and it burns" (...) "Fire, hell is where I'll go to live, so I burn". "Like A Father" parla invece del fantasma primigenio dei problemi dell'artista: l'abbandono del padre, qui dipinto come un'entità demoniaca e oscura che sembra montare su distorsioni shoegaze e su un progressivo muro di suono e di meccanici battiti Ebm: "This head is a problem/ You're the ghost of my problem/ Something's got to give".
La struttura dei brani non nasconde la passione dell'artista per sonorità wave e post-punk anni Ottanta e Novanta, giocando anche sul contrasto tra un suono freddo e meccanico ma con derive emotive e catarsi noise al calor bianco. L'ottima "Choke", algida canzone sulla dipendenza emotiva e sull'abuso di cocaina, mostra sicuramente il suo debito evidente con il cantato di Trent Reznor, al pari di "Give Something" e dell'attacco melodico "It Kills", ma sempre mentendo una propria attitudine e una propria personalità, seppure a tratti borderline.

Anche in questo album continua il fortunato sodalizio con il producer italiano Maurizio Baggio, iniziato con il precedente disco "Deeper", registrato a Bassano del Grappa. Un brano strumentale come "ILL" evidenzia l'evoluzione del suo sound nel 2018, spostato verso lidi decisamente noise ed electro-industrial, pur ramificati su radici prettamente post-punk, come dimostra la furiosa cavalcata di "Born Into This".
Il catartico finale di "Criminal" lascia spazio alla confessione e allo sfogo autobiografico: "It's the way I cross the line, it's the way I open, it's the way to my decline, it's the way I'm broken". Non vi è dubbio che oggi il novo suono The Soft Moon, nato con "Deeper", sia maturato pienamente.
Oggi Vasquez si dimostra capace anche di comporre dei brani di sicuro e deciso impatto per ogni situazione di ascolto: dal dancefloor darkwave, agli spettacoli live, pur mantenendo viva una tensione oscura sempre adrenalinica ma, al contempo, angosciante e claustrofobica. Anche questo, forse più del precedente, è un album che punta in alto, verso un pubblico potenzialmente eterogeneo che potrebbe ampliare la normale fanbase dell'artista che comunque troverà in "Criminal" gli elementi che hanno fatto il successo del musicista di Oakland.

(02/02/2018)



  • Tracklist
  1. Burn
  2. Choke
  3. Give Something
  4. Like A Father
  5. The Pain
  6. It Kills
  7. ILL
  8. Young
  9. Born Into This
  10. Criminal






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