R.E.M. – “Nightswimming”

(dall’Lp “Automatic For The People”, 1992)

A dispetto del giocoso titolo, ispirato dallo slogan di un ristorante soul food di Athens, “Automatic For The People” è decisamente l’album più pensoso e funereo dei Rem. Il ripiegamento verso il formato-ballata si compie definitivamente, in una sorta di proseguimento ideale dell’album precedente. Ma stavolta non ci sono shiny happy people a snebbiare la mente. Perché temi come il dolore, la memoria e la morte sono sparsi a piene mani tra i versi di canzoni mai così cupe e introverse. Un’austerità quasi da camera si sposa a solenni arrangiamenti orchestrali, che portano la firma di John Paul Jones dei Led Zeppelin e Knox Chandler degli Psychedelic Furs. Ma tra i solchi malinconici del disco trova posto anche un album di ricordi, istantanee ingiallite di quando Michael Stipe e compagni non erano ancora delle rockstar, ma solo un Perfect Circle di amici, stretto nella provincia georgiana di una Athens piccola e accogliente. La cittadina universitaria in cui i futuri Rem erano diventati l’attrazione delle feste notturne, che riempivano fino al campanile la vecchia chiesa abbandonata di O’Connee Street. Di quel periodo, “Nightswimming” fissa l’immagine definitiva, attraverso una sequenza quasi cinematografica.

Nuotando sotto la Luna

Erano solo quattro ragazzi, un gruppo di amici e serate goliardiche, che si concludevano con nuotate sotto le stelle, nelle acque placide del lago Ball Pump. “Era a pochi chilometri dalla città, ci andavamo con pochi amici a fare il bagno nudi dopo la chiusura dei locali. C’eravamo noi, Paul Butchart, DeLoris, i Love Tractor e la ragazza di cui parlava ‘Camera’, Carol Levy”.

Carol, fotografa e amica della band, morì in un incidente automobilistico proprio il fatidico 12 aprile 1983, data d’uscita di “Murmur”. A lei i Rem dedicarono “Camera”. Collaborava spesso col gruppo e firmò anche l’immagine di retrocopertina di “Radio Free Europe”. La sua scomparsa segnò quasi uno spartiacque nella storia dei Rem: la fine dell’età dell’innocenza, quella dei bivacchi universitari e dei party selvaggi di Oconee Street, e l’approdo a una dimensione più matura e consapevole. “Tra il 1979 e il 1981 c’erano soltanto 50-75 persone interessate a questa musica. Andavamo alle feste, andavamo nei locali e andavamo al Ball Pump, dove c’erano sempre alcune di quelle stesse 50 persone”. Era il Perfect Circle dei tempi della giovinezza e dell’innocenza. Prima che gli spettri delle droghe e dell’Aids si allungassero su una generazione intera. Nel ricordo di Mike Mills, riportato da David Buckley, c’è l’essenza di “Nightswimming”, una ballata sospesa, di memorie e nostalgia.

Nightswimming deserves a quiet night

The photograph on the dashboard, taken years ago

Turned around backwards so the windshield shows

Every streetlight reveals the picture in reverse

Still, it’s so much clearer

I forgot my shirt at the water’s edge

The moon is low tonight

Per una nuotata notturna ci vuole una notte tranquilla

La foto sul cruscotto, scattata anni fa

Capovolta in modo da riflettersi sul parabrezza

Ogni lampione rivela la foto al contrario

Ma è così chiara lo stesso

Ho dimenticato la camicia sulla riva

La luna è bassa stanotte

La prima sequenza è idilliaca: la notte quieta, illuminata solo da sparute luci di lampioni, le acque appena increspate del lago e quella vecchia foto sul cruscotto. Ma sono ricordi ingialliti, ormai, dal logorio dell’età adulta e di tutte le sue paure. Quanto costa superare i trent’anni e mettersi alle spalle quei giorni di libertà e spensieratezza? Qual è il prezzo di una celebrità che ha stravolto per sempre abitudini e stili di vita?

Nightswimming deserves a quiet night

I’m not sure all these people understand

It’s not like years ago

The fear of getting caught

Of recklessness and water

They cannot see me naked

These things, they go away

Replaced by everyday

Per una nuotata notturna ci vuole una notte tranquilla

Non sono sicuro che tutta questa gente capisca

Non è più come anni fa

La paura di venire sorpresi

Dell’avventatezza e dell’acqua

Non possono vedermi nudo

Tutte queste cose passano

Rimpiazzate dalla quotidianità

Una linea di piano ciclica, discendente, che ricorda proprio quella di “Perfect Circle”, è l’architrave di una ballata resa ancor più struggente dal distendersi soffuso e fremente degli archi e dall’interpretazione commossa di Stipe. Scritta nel 1990, col titolo di “Night Swim”, doveva far parte di “Out Of Time” (1991), ma ha trovato la sua dimensione ideale tra i solchi oscuri e malinconici di “Automatic For The People”.

I temi crepuscolari dell’album e le riflessioni umbratili del brano si sublimano nel video musicale creato dal film/videomaker Jem Cohen, a metà strada tra la video arte e il cinema sperimentale. Quattro quadri immortalano la fugacità dei bagni notturni consumati una sera d’estate, mentre un uomo adulto, probabilmente in trasferta di lavoro, cerca di rinvivire il ricordo di quel medesimo momento nella piscina di un motel in cui è ospite. Nel primo quadro alcune voci e delle vecchie fotografie risvegliano quella memoria visiva e sonora, che si fa anche tattile e olfattiva nel momento in cui i corpi nudi d’estate si trovano a scaldarsi intorno a un falò improvvisato che scoppietta. Nella noia delle ore vuote delle sere d’estate in provincia, il tempo e le età dei corpi si fondono e confondono dentro l’acqua, in particolare nella splendida sequenza in bianco e nero che divide in due il brano, dove corpi nudi e acerbi si muovono sott’acqua nella semi oscurità accompagnati solo dai suoni della natura al di fuori dell’acqua. La grana della pellicola Super 8 e la limpidezza documentaria di quella 16 mm, insieme al trattamento della temporalità e dei parametri fotografici in video, rendono questi ricordi fuggevoli, intensi e sfaldati, dei lampi di immagini a rappresentare dei bagliori nella mente e degli squarci di emozioni.

Cohen aveva già collaborato col quartetto di Athens in tre occasioni: aveva rieditato un estratto della sua opera “This Is A History of New York” (1988) in versione videoclip per “Talk About The Passion”; aveva contribuito allo spettacolo di live cinema che accompagnava le date del Green Tour; infine, aveva creato due video d’artista per altrettanti brani del lato B di “Out Of Time”, “Belong” e “Country Feedback”, tutti lavori realizzati dalla C-Hundred, la casa di produzione audiovisiva indipendente che Stipe aveva fondato con Jim McKay nel 1987. La versione video originale di “Nightswimming” venne censurata dai canali TV anglosassoni come MTV, che ne offrivano una versione ridotta in cui erano tagliate la maggior parte delle scene di nudo, mentre in Italia era possibile vederla nella sua interezza di notte su VideoMusic. Oltre ad averla pubblicata nella VHS “Parallel” (1995), per celebrare i 25 anni dall’uscita del disco, i R.E.M. hanno deciso di pubblicarla di nuovo integralmente sul loro canale YouTube.

Vogliamo ricordarli così, i quattro amici di Athens: felici ed emozionati, mentre nuotano nel lago sotto la Luna, ancora ignari del futuro luminoso che li attende.

Nightswimming deserves a quiet night

The photograph on the dashboard, taken years ago

Turned around backwards so the windshield shows

Every streetlight reveals the picture in reverse

Still, it’s so much clearer

I forgot my shirt at the water’s edge

The moon is low tonight

Nightswimming deserves a quiet night

I’m not sure all these people understand

It’s not like years ago

The fear of getting caught

Of recklessness and water

They cannot see me naked

These things, they go away

Replaced by everyday

Nightswimming, remembering that night

September’s coming soon

I’m pining for the moon

And what if there were two

Side by side in orbit

Around the fairest sun?

That bright, tight forever drum

Could not describe nightswimming

You, I thought I knew you

You, I cannot judge

You, I thought you knew me

This one laughing quietly underneath my breath

Nightswimming

The photograph reflects, every streetlight a reminder

Nightswimming deserves a quiet night, deserves a quiet night