Spiace introdurre il seguente Dj-mix facendo riferimento a una band completamente estranea all’operato di Sofia Kourtesis, eppure il titolo dell’album che otto anni fa mandò alle stelle le quotazioni degli Idles è un perfetto riassunto dell’esperienza racchiusa nei ventuno capitoli che compongono il contributo della producer peruviana alla storica serie Dj-Kicks di casa !K7. “Joy As An Act Of Resistance” potrebbe infatti essere il riassunto perfetto di una selezione tra le più personali offerte negli ultimi anni. Elaborato a seguito della perdita della madre e nel periodo più intenso del lutto, il set compila un’accurata selezione di tutti quegli umori e quelle sensazioni che ne hanno animato la ripresa, consentendole di ritrovare tutta l’energia e la forza necessarie a processare la scomparsa. Perché il ricordo spesso e volentieri sa mantenersi vivo nel ritmo.
Gioia, dunque, e con essa tutti i saliscendi, le turbolenze e i corollari psicologici che ne possono derivare. Non ci si aspetti quindi il mix fatto su misura per riempire dal minuto zero le piste: come i migliori set della serie, e come la stessa Kourtesis tiene a precisare, l’intera raccolta si dipana come racconto, dialogo con il proprio io interiore ancor prima che con l’aldilà: normale che la house, il linguaggio d’elezione della producer, entri con calma, lasci carburare a fuoco lento l’emozione, prima che i colori e i fuochi d’artificio facciano il loro ingresso. Dai torpori elettroacustici di Jon Hopkins e la pensosa personalità di “Flim” di Aphex Twin il mix trova la sua strada con la dovuta gradualità, lasciando prendere campo a calde pulsazioni afrobeat (“Ne noya”, nel mix elaborato da Daphni), effervescenze french-touch di lusso (“Make Me Feel Better”), piovosi incantesimi in cui la nostalgia può entrare copiosa (“Rock Top” dell’ex compagno di etichetta Axel Boman). La gioia avanza come rivelazione, nella maniera più letterale possibile (i Joy Anoymous e le loro sincopi funkedeliche), soprattutto però in controluce, dietro a febbricitanti pulsazioni metalliche (l’incandescenza technoide di “One More Fluorescent Rush”) o fragori acidi, dove lasciar stagliare al meglio il volto della madre scomprsa (“Her” di Logic1000).
Kourtesis lascia parlare le sue abilità di mixer, disperde volutamente ogni forma di linearità facendo sì che la musica nasconda pattern prestabiliti: un tris dai contorni acidi quale “A Brief Look In Your Eyes” – “Mermaids On Acid” – “Xtasis” non insiste mai sulla stessa variabile emotiva, operando piuttosto di scarto, tra parentesi introspettive, rimuginii e nervosismi, prima che il paradiso dischiuda per un attimo le sue porte. Anche così, gli aromi e le sensazioni che fuoriescono sono sufficienti a tappezzare il rimanente cammino. La gioia qui si consolida, talvolta ancora un po’ ondivaga, ma pur sempre parte integrante del contesto: umori latini, orizzonti peruviani diventano il modello di una poesia che palesemente non vuole trovare la rima, piuttosto esprimersi con tutto il carattere a sua disposizione, sprigionando tutte le complessità e contraddizioni del suo essere.
Fuori da logiche stringenti, ma forte di una leggerezza che trova ragioni più profonde, Sofia Kourtesis aggiunge qui un notevole capitolo della sua storia discografica, illuminando con le sue esperienze e il suo vissuto un mix di ottimo spessore. Per ritornare a vedere la luce.
15/05/2026