Depeche Mode: in arrivo al cinema il docu-film “M” – Guarda il trailer

22-10-2025
Diretto dal regista Fernando Frías e presentato in anteprima al Tribeca Film Festival 2025, arriva nelle sale di tutto il mondo in 4K e audio 5.1 dal 28 al 30 ottobre "Depeche Mode: M", il film concerto che intreccia le riprese dei tre show sold out al Foro Sol Stadium di Città del Messico, accompagnando il pubblico in un intenso viaggio musicale. Un percorso che utilizza la passione di quasi 200.000 fan messicani come lente per raccontare l’influenza senza tempo della band inglese, offrendo al contempo un potente tributo all’indissolubile legame tra musica, tradizione e spirito umano.
Guarda qui sotto il trailer del film.



"Depeche Mode: M" segue idealmente “Spirits in the Forest” di Anton Corbijn (2019) e raccoglie le immagini dei tre show sold-out al Foro Sol di Città del Messico, parte del tour mondiale tra 2023 e 2024 a sostegno dell’album “Memento Mori”, il primo dopo la scomparsa di Andy Fletcher.
“Al centro di "M" c’è la connessione profonda tra musica, cultura e persone - ha spiegato Dave Gahan - Fernando Frías ha saputo raccontarla magnificamente attraverso lo sguardo della cultura messicana e dei nostri concerti a Città del Messico”.
Le riprese mostrano Dave Gahan e Martin Gore di fronte a oltre 200.000 spettatori, intrecciando le performance con scorci, volti e atmosfere della capitale messicana. Frías combina il live con inserti narrativi, costruendo un racconto che mette in dialogo la musica della band con la cultura e la memoria del luogo. Alla produzione sonora c’è Marta Salogni, già al lavoro sul disco insieme a James Ford.
È la prima volta che i Depeche Mode collaborano con il regista. Il film alterna le esibizioni dal vivo a sequenze che riflettono sui legami tra le canzoni di “Memento Mori” e il tema della mortalità, profondamente radicato nell’immaginario messicano.
Il film-concerto dei Depeche Mode sarà “una finestra sull’influenza globale e senza tempo della band, e un potente tributo al legame indissolubile tra musica, tradizione e spirito umano”, ha aggiunto il gruppo.
Il tour dei Depeche Mode a supporto del loro quindicesimo album in studio, "Memento Mori", si è concluso nell’aprile 2024.

In una intervista a Nme, Frías ha sveltato che, quando gli fu proposto di occuparsi del progetto, la band desiderava distaccarsi dall’approccio già sperimentato con fan e interviste: “Avevano già detto tutto sul ritorno dopo la pandemia e sulla perdita di Fletcher. Volevano che il film fosse più concentrato sullo show e sul messaggio dell’album. Così ho immaginato un racconto che fosse una celebrazione del concetto di ‘Memento Mori’: ricordati che devi morire. Non in senso cupo o provocatorio, ma come parte naturale della vita”.
Il regista messicano ha intrecciato al concerto materiali d’archivio, riprese su supporti tecnologici obsoleti e contributi di scrittori, poeti e antropologi, per riflettere sul rapporto del Messico con la morte senza cadere nei cliché della cultura pop: “Non volevo offrire una visione ridotta e stereotipata del Día de los Muertos - ha raccontato a Nme - È un tema molto più complesso, con radici pre-ispaniche difficili da comprendere persino per noi messicani. Ho preferito affiancare al concerto un mosaico di voci e immagini che lo arricchissero senza risultare troppo didascaliche”.

La parte più sorprendente del film è forse il ritratto del legame tra il pubblico messicano e la band. Frías osserva come i Depeche Mode abbiano saputo attraversare trasversalmente la società del Paese: “Si vedono i ragazzi dark degli anni 80 rimasti fedeli a quel look, i giovani underground che girano in cappotto di pelle sotto il sole, ma anche le famiglie borghesi che ballano ‘Enjoy The Silence’ a ogni festa. In Messico sono una vera religione, ascoltati e amati da generazioni diversissime. È un fenomeno che non ho trovato in altri paesi: qui il pubblico vibra all’unisono, c’è un’energia collettiva elettrizzante che altrove non esiste”.
Sul piano visivo, Frías ha voluto soprattutto concentrarsi sulla fisicità di Gahan e Gore: “Dave è in costante movimento, gira vorticosamente per il palco, mentre Martin incarna in modo più raccolto le sue composizioni - ha spiegato a Nme - Non ho sentito alcuna pressione, solo la libertà di giocare con le inquadrature. L’unica difficoltà è stata scegliere cosa lasciare fuori: non tutte le canzoni potevano trovare posto, ma ci sarà anche un montaggio integrale dello show”.

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"Memento Mori", quindicesimo album in studio dei Depeche Mode, è stato pubblicato il 24 marzo 2023. Parlando del disco, Martin Gore ha commentato: "Abbiamo iniziato a lavorare a questo progetto all'inizio della pandemia e i suoi temi sono stati ispirati direttamente da quel periodo. Dopo la scomparsa di Fletch, abbiamo deciso di continuare perché siamo sicuri che questo è ciò che avrebbe voluto, e questo ha davvero dato al progetto un ulteriore livello di significato". E Dave Gahan ha aggiunto: "Fletch avrebbe amato questo album. Non vediamo l'ora di condividerlo presto con voi, e non vediamo l'ora di presentarlo dal vivo durante gli spettacoli del prossimo anno".
I fan che sperano nell’arrivo di nuova musica da parte dei Depeche Mode dovranno però pazientare perché, come ha detto Dave Gahan in un’intervista a Nme, i due superstiti non hanno fretta di dare un seguito a “Memento Mori”, il primo lavoro realizzato dopo la morte di Andy "Fletch" Fletcher, scomparso nel maggio 2022. "Io e Martin abbiamo parlato", ha confermato Gahan, riferendosi al compagno di band e autore Martin Gore. "Ci siamo visti di recente ed è stato davvero bello. Abbiamo trascorso un po' di tempo in Italia, dove Anton Cobijn e sua moglie stavano rinnovando i loro voti nuziali in un posto molto bello appena fuori Roma. Abbiamo trascorso un periodo davvero piacevole, senza alcuna pressione di lavoro o di spettacolo". Ovviamente nell’incontro i due non hanno potuto evitare del tutto di parlare di lavoro. "Ho chiesto a Martin se avesse scritto e lui mi ha risposto: "No!"", ha ricordato il cantante. "È normale, soprattutto quando si lavora intensamente per un paio d'anni. Ci vuole un po' di tempo. Aspettate e vedrete. Non escluderei che prima o poi ci mettiamo insieme, ma al momento non è in programma".

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