Suede: la classifica dei loro 10 dischi dal peggiore al migliore secondo Mojo, aggiornata con “Antidepressants”

09-09-2025
L'uscita del nuovo album "Antidepressants", pubblicato lo scorso 5 settembre, ha riacceso l'entusiasmo per la saga dei Suede. Nata all'alba della Cool Britannia degli anni 90, grande protagonista della stagione britpop, la band di Brett Anderson è una delle poche formazioni di quella stagione che è riuscita a mantenersi ad alti livelli, rinnovandosi nella continuità. Il magazine britannico Mojo le rende omaggio pubblicando la classifica di quelli che ritiene i suoi migliori album, aggiornata con l'ultima opera. "Messi a dura prova da egomania, droghe pesanti e britpop, i Suede - scrive Mojo nell'introduzione - continuano a procedere con passo elegante: più saggi, solidi e creativi che mai. Il 5 settembre la band ha pubblicato il suo decimo album, 'Antidepressants', che riprende le influenze suburbane post-punk delle origini di Brett Anderson e soci (Magazine, The Cult, Crass), puntando però con decisione verso il futuro. In occasione dell'uscita di 'Antidepressants', Victoria Segal classifica e valuta tutti gli album della band fino ad oggi, dal glam del debutto del 1993, 'Suede', che preannunciava il britpop, all'energia cruda e selvaggia di 'Autofiction', punto culminante del loro periodo centrale nel 2022".
Ecco la classifica di Mojo dei migliori dischi dei Suede (qui il servizio completo).

10. A New Morning (2002)
9. Head Music (1999)
8. Bloodsports (2013)
7. Night Thoughts (2016)
6. The Blue Hour (2018)
5. Autofiction (2022)
4. Antidpressants (2025)
3. Coming Up (1996)
2. Dog Man Star (1994)
1. Suede (1993)

A tre anni da "Autofiction", i Suede sono tornati con "Antidepressants", decimo capitolo. Una dichiarazione d'intenti sin dal titolo, che lascia intuire il tono crepuscolare e insieme vitale di un lavoro concepito come un urlo teso nel buio, l'ennesima rinascita di una band che continua a sfidare se stessa anche nel cuore della maturità artistica.
Il primo indizio era arrivato con la title track, proposta in una versione dal vivo registrata all'Alexandra Palace Park durante l'estate 2024, nel tour condiviso con i Manic Street Preachers. Un brano che fonde urgenza post-punk e fascino noir, reminiscenze dei Gang of Four e della Siouxsie più spigolosa, ma rilette secondo la grammatica decadente degli Suede, con Brett Anderson che evoca "teenage tribes in the bathroom again", tra desiderio e disillusione.
Poi, è toccato a "Disintegrate", il nuovo singolo pubblicato il 19 maggio, aprire ufficialmente le danze. Una corsa wave punk di tre minuti, viscerale e vibrante, che trasforma la paura della morte in un inno oscuro e liberatorio.
Prodotto nuovamente da Ed Buller, complice storico di molte stagioni cruciali della band, "Antidepressants" si presenta come l'evoluzione naturale di un percorso iniziato con la reunion del 2013 e affinato nel trittico "Night Thoughts", "The Blue Hour", "Autofiction". Ma questa volta, le tinte si fanno ancora più essenziali, urgenti, carnali. "È musica lacerata per anime fragili. Parla di connessione in un mondo disconnesso, di ansia, paranoia, nevrosi".
Registrato tra Belgio, Londra e Svezia, l'album si inserisce nella "quarta vita" dei Suede con piglio trasfigurato e consapevole. L'annuncio è accompagnato da un'uscita collaterale pensata per il Record Store Day 2025: "Sci-Fi Lullabies Vol.2", raccolta di B-side che riprende idealmente il testimone dell'omonimo cult del 1997. Un gesto che guarda al passato senza nostalgia, nella logica di una band che non ha mai smesso di interrogarsi. "Mi piace credere che il nostro lavoro più coraggioso debba ancora arrivare", confessa Anderson. "Non vogliamo accontentarci".

Il ritorno discografico sarà impreziosito dal Suede Takeover, una residency speciale al Southbank Centre di Londra che li vedrà protagonisti di quattro eventi unici tra il 13 e il 19 settembre: due set "a sorpresa" alla Royal Festival Hall con scalette ibride tra classici, rarità e inediti; una performance acustica alla Purcell Room; e infine un set orchestrale alla Queen Elizabeth Hall con la Paraorchestra, la prima esperienza della band da headliner in questa veste.
"Antidepressants" non è solo un nuovo album: è l'ennesimo atto di fede di una band che continua a raccontare il nostro tempo attraverso le sue ferite. E a danzare sull'orlo del precipizio con la stessa grazia ferita di sempre.

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