COURTNEY MARIE ANDREWS - Valentine

2026 (Loose future /thirty tigers)
folk-pop, songwriter

Da tempo Courtney Marie Andrews ha dismesso i panni di country-singer per un approccio più colto e maturo con la chimera del pop-rock.
Con il nono album “Valentine” l’autrice mette subito le carte in tavola, dichiarando come fonte d’ispirazione non solo l’album dei Fleetwood Mac “Tusk”, ma anche le turbolenze rock e power-pop dei Big Star di “Third”, indugiando tuttavia su quel romanticismo sottopelle che ne ha caratterizzato le pagine migliori. Coraggio e ispirazione viaggiano di pari passo, drammaturgia e flessibilità poetica si vestono di squisite e ricche sceneggiature strumentali che incorniciano testi ispirati e melodie memorabili.

Mentre con “Keeper” l’autrice capitalizza l’influenza di Joni Mitchell con una spigliatezza folk-jazz che scorre fluida e cattura l’ascoltatore, l’ancor più incisiva “Cons & Clows” sceglie la fragilità della musica country per poi infettarla di romantici echi goth-folk che sembrano uscire da un album di Kate Bush.
Che “Outsider” sia una romantica ballata in stile Abba che Stevie Nicks non avrebbe disdegnato di poter cantare, è solo un altro segno di un’intensità espressiva da sempre rincorsa dall’autrice, e che Andrews sembra aver finalmente catturato senza rinunciare a quella vulnerabilità e a quella onestà che sono sinonimo di umanità.
Non è un album facile, “Valentine”, raffinato e apparentemente poco istintivo anche quando le canzoni sembrano scorrere su canoni più convenzionali (“Only The Rest For Baby”). Più facile ritrovarsi nelle languide note di una poco appariscente “Best Friend”, degna della miglior tradizione cantautorale anni 70 o nella canonica “Pendulum Spring” che si insinua nel solco tracciato da Carole King e dai Fleetwood Mac.
Nonostante tutto, “Valentine” è un disco che in parte deluderà i fan della prima ora, più propensi a celebrare l’ennesima folksinger dai toni introspettivi e prevedibili, piuttosto che le avventurose alchimie strumentali della sprezzante “Everyone Wants To Feel Like You Do”, che affronta con toni decisi l’egoismo umano intercettando brevi graffi chitarristici e un mood percussivo minimale e ossessivo (alla Tom Petty ultima maniera).

A “Magic Touch” spetta la palma di brano più country-oriented, pur offrendo intriganti spiragli gospel-soul, ma la potenza di un album come “Valentine” è racchiusa nelle due tracce più intense del disco: la prima è “Little Picture Of A Butterfly”, una dissertazione quasi psichedelica a base di synth, flauti e organo con un crescendo che frantuma le nuance new age per un trionfo dell’immaginazione; ma è con la conclusiva “Hangman” che Courtney Marie Andrews mette definitivamente a nudo tutta la propria fragilità emotiva, affidando alla voce, mai così limpida e appassionante, una delle confessioni musicali più intense del cantautorato femminile contemporaneo.

21/01/2026

Tracklist

  1. Pendulum Swing
  2. Keeper
  3. Cons & Clowns
  4. Magic Touch
  5. Little Picture Of A Butterfly
  6. Outsider
  7. Everyone Wants To Feel Like You Do
  8. Only The Best For Baby
  9. Best Friend
  10. Hangman

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