Produttore e cantautore bolognese, classe 1996, Matteo Castaldini, in arte AKA5HA (ci tiene a sottolineare che si pronuncia “Akasha” e si scrive tutto maiuscolo), forte di una poetica scura e inafferrabile, torna a diffondere nuova musica a distanza di tre anni dal precedente album “Incanto e disperazione”. E lo fa compiendo un deciso salto di qualità, riconosciuto da uno degli artisti ai quali qualsiasi musicista italiano con istinti sperimentali oggi vorrebbe essere accostato. Dopo il successo riscosso da Daniela Pes con “Spira”, ecco quindi emergere un altro promettente autore sotto l’attenta supervisione di Jacopo Incani. “Rifiorirai” è infatti prodotto da Iosonouncane ed esce per l’etichetta Tanca, sublabel di Trovarobato con direzione artistica assegnata proprio a Incani.
La partenza è affidata a chitarra acustica e voce, un incipit intimo, nudo, educato, ma dopo appena quaranta secondi ecco il primo twist, sotto forma di inattesi elementi inseriti con l’obiettivo di “disturbare” la rilassata atmosfera, quasi bucolica, di “Inverno ‘96”. Nella successiva “Senza” AKA5HA muta completamente registro, dipingendo scenari dove le introspezioni sono dominate dall’elettronica. Impossibile non percepire l’influenza dei Radiohead, così come dei nomi che hanno reso vitale la scena electro negli ultimi decenni: Floating Points a Apparat sono soltanto i primi che possono venire in mente.
Si continua così, con quest’alternanza fra melodie indie-folk, sempre rigorosamente disturbate (“Nell’aria”, “Aia”, “Room 1/2”), squarci di pop luminoso (“Magia”), lievi tensioni avant-jazz (“Ivi”, “Rondine”) e i ritmi incalzanti di un electro songwriting a tratti claustrofobico (“D’infanzia”), scelte estetiche che lo conducono – non è certo una casualità – proprio dalle parti di Iosonouncane e Daniela Pes.
AKA5HA ha alle spalle una formazione da pianista, in passato ha composto e prodotto per diversi emergenti del circuito urban/rap e nel 2022 ha fondato il collettivo artistico Matching Criteria. “Rifiorirai” non vuole essere soltanto un’esperienza sonora, ma anche visiva, grazie al cortometraggio intitolato “Talea”, diretto da Simone Peluso, giovane regista e filmaker bolognese che in passato ha realizzato videoclip e documentari per Post Malone, Måneskin, Blanco e molti altri. Una collaborazione legata ai concetti di trasformazione e rinascita, con la colonna sonora composta da frammenti estratti dall’album. Fra morbidi tappeti acustici e improvvise impennate di “techno ancestrale”.
31/12/2025