CARWYN ELLIS & RIO 18 - Fontana Rosa

2025 (Legeré)
latin pop, tropicalia

Carwyn Ellis è uno di quei musicisti capaci di sorprenderti anche quando meno te l’aspetti. L’autore (Colorama, Bendith), musicista (Pretenders), produttore (Emma Tricca, Sarah Cracknell), nonché impavido leader di un mutante ensemble di latin-pop (Carwyn Ellis & Rio 18) ha reso possibile l’impossibile, ovvero fondere la lingua gallese con il multicolore mondo della musica latina.
Questo miracolo simbiotico-musicale gli ha permesso di ottenere un po’ di quella fama e attenzione che in verità meritava già dai primi passi con i Colorama, basti pensare che il buon Edwyn Collins è sempre stato un fedele fan del gruppo gallese e che Carwin Ellis è coinvolto nell’ultimo album dell’ex-Orange Juice come pluristrumentista. “Fontana Rosa” è il nuovo capitolo condiviso con i Rio 18, ed è un album sorprendente e ricco di novità interessanti, che ancora una volta sovvertono le regole del pop esotico e contaminato.

Per questa nuova avventurosa raccolta di canzoni e dileggi sonori, Carwyn Ellis ha convocato amici fedeli di lunga data, come Elan Rhys, il fido Shawn Lee, il musicista venezuelano Baldo Verdú, il percussionista Rupert Brown e il bassista brasiliano Kassin (collaboratore di Jorge Ben e Caetano Veloso). A completamento della squadra, concorrono un buon numero di ospiti – il chitarrista Little Barrie, il sassofonista e flautista Jim Hunt (Amy Winehouse, Primal Scream) e l’arpista Diego Laverde Rojas, perfetti complici di un disco alieno e stimolante come pochi.
L’album è stato registrato nei mitici studi analogici dove i White Stripes realizzarono “Elephant”, i Toerag Studios di Londra. Ellis ha voluto così omaggiare un luogo storico della musica rock e pop, nonché uno dei migliori studi analogici inglesi. La presenza di Liam Watson al banco di regia è un ulteriore tassello di un progetto dalle molteplici valenze artistiche e culturali.

La più articolata struttura di “Fontana Rosa” sposta l’asse verso sonorità più urban-latin-soul, il mix di merengue, afro-beat e pop di “Te Adoro” è in tal senso esemplare, mentre il voluto richiamo al classico “Guantanamera” della title track (alla voce lo stesso Carwyn) e la trascinante cumbia di “Mariposa” (canta l’ottimo Baldo Verdù) lasciano spazio alla tradizione.
Con l’irresistibile “No More Secrets”, Ellis entra con decisione nel dorato mondo della musica salsoul-disco, altrove plasma le grazie del funky per visionarie pagine cosmic-pop (“Lovesick”) o più ardite incursioni dance (“Hei Ti”), senza trascurare l’anima più indolente e triste della musica latina nella splendida ballata “Heartbreaker”.

In questa giostra di emozioni e di atmosfere mutevoli, quel che resta costante è la perfezione degli arrangiamenti. La scelta dei vocalist si rivela a questo punto essenziale, la magia tribale del canto afro-venezuale “La Quichimba” non poteva aver miglior interprete di Baldo Verdù ed è pura seduzione carnale la presenza di Elan Rhys nel Californian-soul con tanto di organo vintage di “Impossible”.
Con “Fontana Rosa” il musicista gallese compie un ulteriore miracolo: il suo album più versatile è anche il più bizzarro, si ascolti il delizioso beat naif-esotico di “Deffro’r Dydd”, e se siete privi di una buona colonna sonora per le vostre vacanze, non indugiate oltre: questi 36 minuti saranno la miglior compagnia possibile.

09/08/2025

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