Potrà sembrare insolito, ma questa recensione parla di qualcuno che recensisce dischi. O meglio, di un artista che, oltre a destreggiarsi tra software e plugin nel tentativo di modellare strutture ritmiche cerebrali, racconta la scena elettronica attraverso il suo canale YouTube “The Wonky Angle”: da Boards Of Canada a Biosphere, passando per altre figure chiave del genere, i nomi che più ama raccontare sono gli stessi che influenzano la sua musica, riflettendosi nelle architetture sonore dei suoi dischi.
Dietro il progetto 256 Pi/The Wonky Angle troviamo Tommy Kaempfer, un giovane sound geek di Chicago che, rendendo omaggio all’elettronica anni Novanta e Duemila (con evidenti riferimenti a Squarepusher e Four Tet) modella queste eredità in un lavoro multiforme. “Real Life And Postcard Use” è il nono album della sua produzione, come tutti gli altri autoprodotto e disponibile in free download. Il disco è un organismo irrequieto, capace di passare dall’elettrizzante al surreale senza preavviso, come se le idee si accumulassero più in fretta di quanto riescano a trovare forma.
Tra pattern Idm intricati, allegre impennate breakbeat e incursioni pianistiche, il viaggio sonoro è in perenne trasformazione, un excursus che rischia, tuttavia, di adagiarsi su sé stesso. Che queste soluzioni trovino il loro posto, infatti, non è sempre detto. Forse, proprio questa abbondanza di spunti finisce per essere un’arma a doppio taglio: il missaggio, eccessivamente approssimato, smorza l’impatto, mentre la scelta timbrica fatica ancora a trovare una propria identità ben definita. A tratti si intravede del potenziale, ma ancora legato a un suono fin troppo privo di orpelli.
24/02/2025