“Resort” è il quarto album di Skee Mask, al secolo Bryan Müller, fiore all’occhiello di Ilian Tape. Da Aphex Twin ai primi Autechre, gli elementi dell’Idm vengono reinterpretati con linfa vitale, in un viaggio intriso di affetti fraterni e nostalgie, con chiari richiami a Boards of Canada e µ-Ziq. Se “Compro“, datato 2018, aveva consacrato l’artista con paesaggi spogli e invernali, in “Resort” si respira il calore di una notte estiva, come immergersi in acque cristalline avvolti da una beatitudine intima.
L’estro delle sue creazioni risiede in una qualità impeccabile di pochi elmenti, densi e finemente lavorati. Un approccio lontano dalla loudness war che valorizza la gamma dinamica, con ogni traccia che vive di emotività, come se la complessità di una band progressive si intrecciasse con la profondità tessiturale degli Stars of the Lid. “Daytime Gamer” lega melodie sognanti a rimandi malinconici; “BB Care” evoca nostalgia con un sample vocale che richiama “Music Has The Right To Children”. I temi armonici si sviluppano in un flusso di variazioni timbriche, i groove sono intricati ma lineari, come se seguissero l’unica strada che avrebbero potuto percorrere.
“7AM At The Rodeo” decostruisce le pulsazioni breakbeat in arpeggi vellutati, mentre “Vitamin 313” porta a galla le radici Detroit in modo dichiarato. Considerando che il producer ha da poco superato i trent’anni e vanta già una ventina di pubblicazioni, la consistenza è ancora più notevole. “Resort” è una prospettiva fresca, anche se non aggiunge tasselli narrativi a una poetica già vasta. Ma ogni espediente è composto con la stessa cura che un amico ci riserva nel darci ascolto e farci sentire capiti.
11/01/2025