E’ un album apparentemente più dimesso e senza pretese il nuovo disco di Marker Starling. A due anni da “High January”, prodotto da Sean O’Hagan– High Llamas, Chris A. Cummings (vero nome dell’artista canadese) per il suo decimo album “Diamond Violence” sceglie di riabbracciare le attitudini easy listening e yacht-rock dei primi lavori. Il risultato è un progetto elegante e a tratti perfino ballabile, dove Steely Dan e Beach Boys dialogano di quotidiana consapevolezza lirica e armonica (“Experience”). Un racconto di ordinarie emozioni scandite da un estivo brio funky (“End Of Summer”) o da raffinati duetti pop-soul da vecchia radio Fm (“Yet You Go On” in duetto con Dorothea Paas).
Solo trentacinque minuti per un ben calibrato pop d’autore, otto canzoni che citano senza timore la melanconia della migliore tradizione cantautorale americana – la ballata alla Simon & Garfunkel “Diehards” – e che non rinunciano a tessiture strumentali di raro pregio (la title track con un assolo di corno di Peter Zummo, ex-collaboratore del compianto Arthur Russell). I testi a supporto sono deliziose e sarcastiche riflessioni sui malcelati conflitti quotidiani, situazioni e storie perfette per un’elaborazione teatrale-cinematografica.
Caratterizzato da un’eleganza non comune e da costanti richiami alle passioni dell’autore – Marker Starling è un instancabile cultore dell’arte cinematografica e di colonne sonore, ed è noto anche come collezionista di dischi – l’album meno ambizioso del musicista canadese è forse il più coeso e immediato, un riuscito insieme di briosi e leggiadri pop-soul intrisi di funky (“Out Of This Mess”), di colte intuizioni armoniche in bilico tra pop e jazz – “(Hope It Feels Like) Home” – e di romantiche ballate che mai cedono alla pomposità del mainstream (“Ok To Need”).
Le raffinate e sagaci creazioni di Marker Starling riportano in auge termini come soft-rock, Aor e perfect-pop (una rilettura del bel libro di Mauro Ronconi “Hotel California” è a questo punto necessario). Ciononostante resta la sensazione di un disco destinato a un sempre più ristretto gruppo di appassionati di un’arte quasi desueta. Ma nel variegato panorama contemporaneo c’è ancora spazio per outsider di talento e per scenari forse antichi ma tuttora pregevoli.
12/04/2023