ANAIIS - this is no longer a dream

2021 (Dream sequence)
art-soul

Sotto molti punti di vista, il fatto che “this is no longer a dream” (rigorosamente privo di lettere maiuscole, come tutti i titoli dell’album) venga etichettato come un album di debutto non è una riverniciatura, un’operazione di marketing per presentarsi al mondo con un’immagine diversa, ma contenuti analoghi. Se lo sdoppiamento della i per il suo nome d’arte, stavolta senza dieresi, indica qualcosa, è che per Anaiis questo è il reale punto di partenza, il progetto con cui dar sfoggio della propria forma. Certo, è un peccato che così facendo un album talmente ben realizzato quale “Darkness At Play” finirà ancor più criminosamente nel dimenticatoio.

Se però l’affrancamento da una major disinteressata e il processamento di traumi del passato più o meno recente possono essere serviti alla musicista franco-senegalese a riscattarsi, tanto di guadagnato. La sua arte ne gioverà, e questa seconda rinascita è solo il primo capitolo di qualcosa destinato a una ben più corposa elaborazione. Cupo, ma dedito sempre al fascinoso verbo art-soul proprio già delle precedenti sortite, il disco tratteggia contorni sfumati, timbri vorticosi, in rapida successione, che sbilanciano il baricentro compositivo del precedente output a favore di un’esperienza più sfilacciata, ma anche per questo più densa sotto il profilo emotivo. Tirare fuori il proprio dolore non è mai un’operazione superflua.

Spezzata, indecisa, ma in fondo palese nella sua necessità di raccontarsi, la confessione di Anaiis procede per strappi e rilasci, tensioni e fugaci spianate, prima che la realtà riprenda possesso del palcoscenico. È chiaro come l’approccio ripudi la visione più quadrata, autoriale di “Darkness At Play”, favorisca piuttosto l’emersione di timbri, articolazioni flessibili, che permettano alla voce dell’autrice di muoversi più agile e immergersi in una dimensione ben più collettiva del previsto.
Amici e collaboratori vengono in soccorso di un album che non necessariamente si priva delle canzoni, ma che si gode meglio seguendone il flusso, la pienezza di interpretazioni ancor più sinuose e vibranti che nel passato prossimo. Dal pianismo autunnale di “undulations”, gestito quasi come fosse una cantata romantica, al rigoglio psichedelico, sottilmente à-la Terry Callier, di “ultraviolet, counts” l’introspezione di Anaiis riempie tutto lo spazio a disposizione, abbraccia il suo percorso di ridefinizione, di un maggior amor proprio, spostando volta volta il baricentro verso un mélange sonoro che meglio assorba gli intenti lirici.

Soul sì, insomma, ma il tocco sa farsi alienante (anche troppo, vedasi le modulazioni “chipmunk” nel cantato di “vanishing”), liquido, offuscato da fitte nuvole di tristezza (l’r&b sfrangiato, in area Nao/Kelela, di “cry in your sleep”) e sa ripescare le estrazioni gospel del suo canto (“make it easier”, appena sgranata da accorte amplificazioni lo-fi), che le splendide esibizioni al Colors Show hanno saputo esaltare nel ricco lirismo.

Spiace davvero che il francese venga soltanto utilizzato all’inizio di “juno”, dà l’impressione che un bilinguismo più convinto avrebbe reso la grana espressiva ancor più intensa, pregnante. Anche così il percorso di rinascita, di accettazione, contemplato da un presente che ormai ha trasceso (come da bel numero dream-folk in chiusura) le storpiature e le lacrime del passato, risulta chiaro, descritto con puntuale precisione, in un movimento ascendente che si rispecchia in una serenità vitale, creativa. Questo non è più un sogno, ed è giunta l’ora di respirarlo pienamente.

01/12/2021

Tracklist

  1. undulations
  2. d.s.o (intro)
  3. ultraviolet, counts
  4. chuu (ft. Topaz Jones)
  5. vanishing . (chipmunk)
  6. cry in your sleep (ft. Chronixx)
  7. reverie
  8. make it easier
  9. interlude: how to put out a fire (ft. Jay Prince)
  10. be alright (ft. Sjava)
  11. juno
  12. transcending

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