Partendo dal kraut-rock (ampiamente esplorato nel precedente “Australasie”), spostando l’asse verso l’elettronica dei Tangerine Dream e Tomita e avvolgendo il tutto nella poetica francese di moderni artigiani dell’elettronica come Jean-Michel Jarre, Air e Bertrand Burgalat, Emmanuel Mario realizza il suo sogno pop-psych-groove.
Con sonorità synth-pop che pescano sia nell’universo della Yellow Magic Orchestra che in quello di Francis Lai, il nuovo album del musicista e produttore francese mette a frutto anni di ricerca e sperimentazione, filtrando il tutto attraverso una sensibilità pop/cantautorale molto stimolante.
Offre più di un motivo d’interesse “L’Infini, l’Univers Et Les Mondes”, un album leggiadro, naif, piacevolmente imperfetto, composto da undici brani di rétro-futurismo tradotto in musica: bozzetti in chiave science-fiction (“La Route À L’envers”), potenziali tracce per una colonna sonora anni 60 (“Cygne Lyre”) e accattivanti contaminazioni pop (“Le Frisson Ultrasonique”).
Tutta la strumentazione è filtrata da strumenti elettronici, con sonorità in bilico tra estasi onirica e flussi acquatici, che a volte ricordano i Testbild (“Chaque Été”). Non mancano incursioni nel funk-pop che piaceranno molto ai fan di Stereolab e Royksopp (“L’Elan Vital, Pt. 1”).
Tra citazioni colte e ammiccamenti all’easy listening, il progetto Astrobal resta fuori da una dimensione temporale ben precisa. Quello che rende il tutto amabile è il perfetto dosaggio di zuccheri, atmosfere glamour e un lieve tocco di malinconia.
Senza aggiungere nulla di nuovo a quanto già detto da illustri predecessori, ovvero i vari musicisti sopracitati, l’idealismo pop dell’album di Astrobal suona affascinante e rimarchevole, onorando un titolo alquanto impegnativo e ambizioso. Nessun trucco o colpo ad effetto: l’arma migliore del musicista francese sono la grazia e il senso della misura.
Da oggi in poi osservare e discorrere del fascino dell’universo e della potenziale magia dell’infinito cosmico sembrerà ancor più seducente: basterà farsi accompagnare in questo viaggio dall’abilità dei musicisti coinvolti in “L’Infini, l’Univers Et Les Mondes”. Bon voyage.
22/05/2019