Il recente “Working Class Woman” è un album che potremmo definire autobiografico poiché incentrato sul vivere di notte, sempre in tour e in maniera nomade, sull’instabilità e su una sorta di ideale di quotidianità. Dichiara l’artista sulle note di Ninja Tune: “[the album] comes from my brain, through my own experiences: the suffering and the humour, the fun and the darkness to be Marie Davidson”.
A parte i richiami al passato – meno presenti rispetto agli altri dischi – “Working Class Woman” è un lavoro più duro e acido rispetto al precedente “Adieux au Dancefloor” (2016, Cititrax/Minimal Wave) – forse influenzato dall’aver vissuto un anno a Berlino – di cui sono emblema le atmosfere techno–industrial di “Lara”, “Workaholic Paranoid Bitch” e “Burn me”.
Autodefinitasi “working class woman” Marie – nel look aspirante Daria Nicolodi dell’elettronica – è origine e motore di una spirale ossessiva e affascinante di parole ripetute e scandite da più punti nello spazio e di beat asciutti che piovono sul dancefloor, un topos del suo lavoro. Il dancefloor stavolta si trasforma in un cubo nero in cui il pavimento rischia a ogni sequenza di liquefarsi in petrolio, come nell’immaginario distopico del film “Under The Skin” (2013) di Jonathan Glazer. “La Chambre Intérieure” chiude il disco in maniera raffinata e dilatata, con un’architettura di synth che lascia spazio alla voce e alla parola, quel caratteristico mix tra inglese e francese che è già una sorta di schizofrenia linguistica nel mondo québécois.
Nell’elettronica il suo nome si affianca a quello di altre giovani e talentuose musiciste come Caterina Barbieri e Laurel Halo, una nuova generazione di artiste elettroniche legate al mondo delle arti contemporanee, a contesti che vanno dai club ai musei, dai festival di elettronica alle residenze di artista.
Davidson, Barbieri e Halo sono artiste consapevoli della storia e della grammatica musicale, che veicolano conoscenza e talento nell’uso di specifiche attrezzature, inserendosi a pieno titolo in quella genealogia elettronica al femminile che le lega a pioniere come Suzanne Ciani e che oggi ci fa entusiasmare ad ogni nuova uscita discografica o live.
10/10/2018