AVSA è il nuovo progetto elettroacustico del musicista campano Anacleto Vitolo, che nel 2016 aveva già registrato l’album “Zolfo” insieme a Gianluca Favaron. “Parallels” continua sul versante di una sperimentazione sonora estrema che coniuga musica concreta ed elettronica, stavolta associata a una maggiore componente di manipolazione sonora di strumenti tradizionali.
La recente collaborazione stavolta è con Sergio Albano – autore di tutte le fonti sonore (chitarra, synth, oggetti) – mentre Anacleto Vitolo si occupa di elaborare e manipolare suoni preesistenti. Il risultato è claustrofobico e inquieto, in continuo conflitto tra rumorismo concreto e imponenza sonora. È proprio quest’ultimo elemento quello che dona a “Parallels” un’autonomia rispetto alla produzione underground italiana legata all’elettronica di ricerca.
Musica concreta e chitarra manipolata che in brevi frangenti di “Paradox 1” rimandano alle selvaggia psichedelia texana dei Red Krayola del capolavoro “The Parable Of Arable Land“, tra i pionieri della fusione tra avanguardia e strumentazione rock. Ma è successivamente che – senza quasi rendersene conto – si giunge a un’imponenza sonora massimalista in stile Glenn Branca, che ricorda la potenza degli ultimi Swans, come se Michael Gira imbracciasse un synth. Il finale di “Plasma” è proprio questo, un accumulo sonoro di decibel tanto potente e avvolgente da diventare catartico. Parzialmente simile ma con un approccio più cosmico è “Interception”, quasi schulziana all’inizio ma che si satura via via in potenza.
Come anche nel precedente “Zolfo“, non sembra esserci luce nei mondi disegnati da Vitolo e Albano; anche nei momenti più imponenti e cinematici sembra di trovarci di fronte alle immagini oscure e inquietanti di un’astronave perduta nello spazio profondo.
03/11/2017