Dopo essersi dedicati per quattro dischi a un tipo di sperimentazione sonora che li ha portati a esplorare mondi apparentemente molto distanti, in un ipotetico spettro che parte dallo shoegaze per arrivare a lambire il prog, i Besnard Lakes tornano, a due anni da “Until In Excess, Imperceptible Ufo”, con un Ep nel quale è il loro lato più fruibile ad assicurarsi il centro della scena.
L’obiettivo è concentrarsi su strutture più asciutte del solito e, pur restando intatto il gusto per la magniloquenza dei suoni, sono gli aspetti più lateralmente alt-pop a prendere il sopravvento.
Le tre tracce anticipano la pubblicazione del quinto album del gruppo, “A Coliseum Complex Museum”, già annunciato per il prossimo 22 gennaio, dove troverà posto anche “Golden Lion”, il brano portante di questo Ep, una sorta di singolo apripista.
La title track è una traccia dolce, orecchiabile e coinvolgente, lontana dagli epici clamori di “Devastation” e “Light Up The Night”, ma che mostra una band in forma, spigliata, così come confermato dalla successiva “The Motorway”, con il falsetto di Jace Lasek in odore del Barry Gibb più intimista.
Il versante più sperimentale dei Besnard Lakes viene relegato al pezzo di chiusura, “In The Forest”, con ritmiche e sviluppo più originali rispetto agli altri due brani, decisamente più allineati al resto della discografia della formazione di Montreal.
“Golden Lion”, pur restando distante dai vertici raggiunti in passato, lascia ben sperare per l’album in uscita: un bel cadeaux per tamponare l’attesa dei fan, che difficilmente riuscirà a far breccia in nuovi cuori.
04/11/2015
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